Come divenni brigante 2.0 (nuova edizione riveduta e ampliata) – Carmine Crocco

«Ma vi è forse una legge eguale per tutti? Non dirmi ciò, poiché conosco che la legge leale non esisterà fin tanto che Iddio non ci sterminerà tutti.»

Come divenni brigante 2.0

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Autore: Carmine Crocco
Titolo: Come divenni brigante 2.0
Collana: Pillole per la memoria
Isbn: 978-88-96576-86-1
Pagine: 253
Copertina: morbida
Prezzo: 12,48
Isbn ebook: 978-88-96576-87-8
Prezzo ebook: 4,99

La vita di Carmine Crocco affascina ancora oggi gli studiosi e gli appassionati di storia, alla luce anche del fatto che il brigante, negli ultimi anni, lasciò su carta diversi scritti autobiografici. Ciò che si è salvato di questa produzione è andato incontro nel tempo a una certa fortuna, legata però anche a dei sospetti sulla sua autenticità. In questo volume sono raccolte la prima, e più famosa, autobiografia di Crocco, in una versione fedele all’originale edizione a stampa (compresi il commento e le note) e il secondo, meno conosciuto manoscritto, preceduti da una nota critica sull’origine e l’autenticità dei testi. In appendice una “intervista” rilasciata dal brigante più celebre della nostra storia contemporanea.

Dalla prefazione:

Ciò che colpisce maggiormente, però, anche a una lettura superficiale, è l’abisso che separa questo documento dal precedente. Diversa è la disposizione dei temi trattati, che nel testo raccolto da Massa è abbastanza ordinata, mentre qui appare confusa e ricca di digressioni. Ma soprattutto diversissima è la lingua: il Crocco di Massa scrive in un italiano toscaneggiante e tutto sommato corretto, condito da citazioni colte e aforismi più o meno ragionati; il Crocco di Cascella, invece, scrive in un italiano sgrammaticato, quasi una trascrizione letterale delle inflessioni del dialetto parlato, con una punteggiatura incoerente e una sintassi ingarbugliata al punto da rendere difficoltosa, a tratti, la comprensione. È una lingua più vicina a ciò che sappiamo del personaggio Crocco, figlio del popolo che aveva avuto il privilegio di ricevere una rudimentale istruzione in famiglia, senza per questo poter essere definito a pieno alfabeta.

LEGGI L’INTERA PREFAZIONE


Carmine Crocco (1830 – 1905) della famiglia soprannominata dei Donatelli, fu a capo di una delle più valide bande di briganti del Mezzogiorno post-unitario, con base nel bosco di Lagopesole nei pressi di Rionero in Vulture. Fuggito a Roma, nel 1872 fu condannato ai lavori forzati a vita. Morì nel carcere di Portoferraio.

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