Come divenni brigante – Carmine Crocco

L’autobiografia del più celebre e controverso protagonista del brigantaggio meridionale

Come divenni brigante

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Autore: Carmine Crocco
Titolo: Come divenni brigante
Collana: Pillole per la memoria
Isbn: 978-88-96576-04-5
Pagine: 88
Copertina: morbida
Prezzo: 11,50
Isbn ebook: 978-88-96576-21-2
Prezzo ebook: 2,89

Quando si parla di brigantaggio meridionale un nome signoreggia su tutti: Carmine Crocco Donatelli. La sua figura è divenuta nel tempo l’archetipo del brigante: padrone dei boschi, ora crudele ora compassionevole, semianalfabeta ma in possesso di una saggezza popolare più realistica della cultura accademica. Viene qui riproposta la sua autobiografia, raccolta nel 1903 quando il bandito scontava in carcere gli ultimi anni della sua vita.

Invano si è cercato finora di negarne l’autenticità: Come divenni brigante rimane uno dei documenti più importanti sul fenomeno delle bande e sulla storia del Sud. Un racconto di miseria, ingiustizia e violenza ambientato in un mondo in cui “la patria e la legge, la prima è una puttana, la seconda peggio ancora”.

Dalla prefazione:

Carmine Crocco è una di quelle personalità storiche in cui ognuno, a seconda delle necessità, travasa ciò che vuole. Se lo si vuole presentare come un fedele suddito neoborbonico, si sottolinea il suo passato di soldato di Ferdinando II, tacendo il fatto che fosse stato arruolato contro la sua volontà e che quella vicenda sia terminata con una condanna per aver ucciso un commilitone. Se si preferisce usarlo come esempio delle deluse speranze garibaldine, si pone l’accento sulla sua esperienza in camicia rossa, senza enfatizzare troppo la promessa di amnistia che poteva averlo spinto a combattere quella guerra. Si desidera un Crocco paladino del legittimismo? Sotto con gli aneddoti sulla conquista di Venosa a suon di bandiere gigliate. Lo si preferisce criminale comune? Via a sottolineare l’attività di rapina ed estorsione praticata per anni. Si cerca di farne un prodotto dell’ingiustiza sociale? Esistono allo scopo diversi racconti sulla sua infanzia infelice: basta evitare di accorgersi che possono essere stati gonfiati a scopo di giustificazione.
Ma non si rende giustizia a una figura come Crocco né dipingendolo come un Innominato, né come un Robin Hood.

LEGGI L’INTERA PREFAZIONE


Carmine Crocco (1830 – 1905) della famiglia soprannominata dei Donatelli, fu a capo di una delle più valide bande di briganti del Mezzogiorno post-unitario, con base nel bosco di Lagopesole nei pressi di Rionero in Vulture. Fuggito a Roma, nel 1872 fu condannato ai lavori forzati a vita. Morì nel carcere di Portoferraio.

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