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	<title>Il Refuso - il blog delle Edizioni Trabant &#187; il mestiere del libro</title>
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	<description>il blog delle Edizioni Trabant</description>
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		<item>
		<title>Il Premio Strega e la vittoria di Antonio Pennacchi</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 05:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cavedagna</dc:creator>
				<category><![CDATA[divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[angiola codacci pisanelli]]></category>
		<category><![CDATA[pennacchi]]></category>
		<category><![CDATA[premio strega]]></category>
		<category><![CDATA[strega]]></category>

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		<description><![CDATA[Giochi di potere, rapporto di forze industriali, pacchetti di voti: il Premio Strega non è un semplice premio letterario nel quale vengono proposti dei titoli e la giura dichiara un vincitore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" title="torta" src="http://i521.photobucket.com/albums/w335/edizionitrabant/torta.jpg" alt="torta" width="580" height="265" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="big">G</span>iochi di potere, rapporto di forze industriali, pacchetti di voti: il <strong>Premio Strega</strong> non è un semplice premio letterario nel quale vengono proposti dei titoli e la giura dichiara un vincitore.</p>
<p style="text-align: justify;">A tal proposito vogliamo segnalare un interessante articolo di <strong>Angiola Codacci Pisanelli</strong> apparso su <a href="http://espresso.repubblica.it/" target="_blank">L&#8217;Espresso</a> nella giornata di ieri (chi ci segue su <a title="@edizionitrabant" href="http://twitter.com/edizionitrabant" target="_blank">Twitter</a> l&#8217;avrà probabilmente già letto).</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Antonio Pennacchi ha vinto il Premio Strega. È una notizia? Non dovrebbe esserlo.<br />
1. Pennacchi è un autore con un curriculum solido, e la caratteristica dello Strega è di essere più un premio alla carriera che al romanzo. Come tutti sanno e ripetono, nel palmares del premio ci sono tutti i maggiori autori italiani, ma mai loro romanzi migliori. 2. &#8220;Canale Mussolini&#8221;, oltretutto, è un buon romanzo. Ben costruito, ben scritto, racconta la saga di una famiglia trapiantata dal Nord alle Paludi Pontine, e lo fa in un modo che può piacere sia agli addetti ai lavori che ai lettori &#8220;veri&#8221;&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="L'Espresso - Perché ha vinto Penancchi" href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/perche-ha-vinto-pennacchi/2130170/9" target="_blank">Continua a leggere l&#8217;articolo originale&#8230;</a></p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Abolizione delle tariffe agevolate: protesta l&#8217;Associazione Editori</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 09:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cavedagna</dc:creator>
				<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione tariffe agevolate]]></category>
		<category><![CDATA[aie]]></category>
		<category><![CDATA[decreto]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[prezzo di copertina]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono mancate il questi giorni le reazioni alla notizia dell'improvvisa e discutibile abolizione delle tariffe agevolate per le spedizioni: da iniziative dal basso come i gruppi su Facebook, a una petizione online, dall'indignazione dell'Aie, alla nota dei sindacati confederali di categoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="big">N</span>on sono mancate in questi giorni le reazioni alla <a href="http://www.edizionitrabant.it/ilrefuso/il-governo-abolisce-le-tariffe-agevolate-per-la-spedizione-di-libri/" target="_blank">notizia</a> dell&#8217;improvvisa e discutibile abolizione delle tariffe agevolate per le spedizioni: da iniziative dal basso come i gruppi su Facebook, a una <a href="http://www.petizionionline.it/petizione/ridateci-le-tariffe-postali-agevolate-per-linvio-di-libri/1017" target="_blank">petizione online</a>, dall&#8217;indignazione dell&#8217;Associazione Italiana Editori, alla nota dei sindacati confederali di categoria.</p>
<h3 style="text-align: justify;">AIE e Sindacati</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marco Polillo</strong>, presidente dell&#8217;<strong>AIE</strong> (Associazione Italiana Editori) <a href="http://www.aie.it/VIS/VIS_News_Blu.aspx?IDUNI=jemvib554fwuc455ltufzx459511&amp;ModDestId=1041&amp;Skeda=MODIF102-34246-2010.4.1" target="_blank">reagisce duramente</a>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Siamo profondamente indignati per un provvedimento improvviso, non annunciato e che per la sua applicazione immediata sconvolge tutte le pianificazioni commerciali del mondo dell’editoria libraria.</p>
<p style="text-align: justify;">Al di là del merito e delle ragioni dell’iniziativa siamo allibiti del fatto che in nessuna occasione né Poste, né gli organi istituzionali competenti ci abbiano dato la minima indicazione di una decisione imminente e sconvolgente per il nostro settore. Le ricadute saranno pesanti non solo in termini economici per la vita delle case editrici, ma anche per la cultura e l’informazione del paese: il canale postale è infatti uno strumento fondamentale di diffusione dei libri, soprattutto in quelle zone d’Italia non servite da librerie.</p>
<p style="text-align: justify;">Risulta quindi indispensabile un ripristino immediato delle tariffe agevolate e un’apertura del dialogo per l’individuazione di soluzioni sostenibili per tutti i settori interessati</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dello stesso tono è <a href="http://www.lunico.eu/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=21260&amp;Itemid=1" target="_blank">una nota congiunta</a> delle segreterie di <strong>SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL</strong>, i sindacati confederali di categoria:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">In Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto, adottato dal Ministero per lo Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, che a partire dal mese di aprile 2010 abolisce le tariffe postali agevolate per tutta l’editoria libraria, quotidiana e periodica. SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL esprimono la loro contrarietà alla misura che scarica sugli Editori l’onere della differenza tra la tariffa piena e quella agevolata finora a carico dello Stato</p>
<p style="text-align: justify;">Le ricadute economiche del decreto andranno a colpire ulteriormente la filiera della COMUNICAZIONE (carta, stampa editoria) già sconvolta da una fortissima crisi caratterizzata da un calo notevole di fatturati e volumi, all’interno di una trasformazione strutturale del modo di fruire dei vari mezzi e supporti di informazione la cui evoluzione non è ancora prevedibile. E’ l’ennesima iniziativa che penalizza il settore dell’Editoria in assenza di un confronto fra le Parti interessate su un progetto di riforma sempre annunciato e mai realizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL, nell’esprimere la loro preoccupazione per i livelli occupazionali della filiera della Comunicazione già fortemente compromessi, chiedono al Governo e alle Associazioni imprenditoriali di categoria l’apertura immediata di un confronto sul decreto per l’adozione di soluzioni sostenibili per tutti i soggetti interessati e, contestualmente, la costituzione di un tavolo permanente che interessi tutta la filiera della Comunicazione</p>
</blockquote>
<h3 style="text-align: justify;">Prospettive</h3>
<p style="text-align: justify;">Chiaramente <strong>l&#8217;abolizione delle tariffe agevolate si ripercuote sull&#8217;intera filiera</strong> (editori, distributori, librai), ma ricade sull&#8217;elemento meno citato: il lettore. L&#8217;aumento delle spese di spedizione <strong>gonfierà inevitabilmente il prezzo di copertina</strong>, a prescindere che i libri siano venduti in libreria o vengano ordinati online. Nessun componente andrà a perdere, visti anche gli esigui guadagni per singola copia; tutto resterà invariato tranne il prezzo di copertina.</p>
<p style="text-align: justify;">In un Paese dove si legge poco, dove l&#8217;alto costo dei libri è fra le scuse più gettonate per mascherare la mancanza di curiosità e la voglia di arricchimento personale, dove le piccole realtà editoriali, quelle che diversificano il mercato, faticano a terminare l&#8217;anno in pari, questo decreto no, non ci voleva proprio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il libro non è un prodotto come gli altri</strong>: ha un alto valore culturale e sociale e <strong>va salvaguardato</strong>. Le agevolazioni servono, anzi: servivano, proprio a questo, come l&#8217;Iva al 4% e non al 20%.</p>
<p style="text-align: justify;">Povera, povera Patria.</p>
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		<title>Il Governo abolisce le tariffe agevolate per la spedizione di libri</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 09:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Donativi</dc:creator>
				<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[decreto]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
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		<category><![CDATA[tremonti]]></category>

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		<description><![CDATA[Con decreto interministeriale dalla immediata entrata in vigore (che potete leggere qui) i ministri Tremonti e Scajola lo scorso 30 marzo hanno sospeso le tariffe postali agevolate per l'editoria. Spieghiamo la faccenda in due parole. In Italia le Poste forniscono tariffe agevolate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="big">C</span>omplimenti per il <strong>pesce d&#8217;Aprile</strong>. Con decreto interministeriale dalla immediata entrata in vigore (che potete leggere <a href="http://www.infinitoedizioni.it/contenuto.php?tid=955" target="_blank"><strong>qui</strong></a>) i ministri <strong>Tremonti</strong> e <strong>Scajola</strong> lo scorso 30 marzo hanno sospeso le <strong>tariffe postali agevolate per l&#8217;editoria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Spieghiamo la faccenda in due parole. In Italia le Poste forniscono tariffe agevolate per la spedizione di prodotti editoriali. E&#8217; il cosiddetto <strong>piego di libri</strong>, una modalità di cui possono usufruire tutti i cittadini. Le aziende editoriali, in più, beneficiano di un ulteriore sconto.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una misura vitale per il mondo dell&#8217;editoria, che vive di spedizioni. Gli editori ne compiono quotidianamente: spediscono a distributori, librerie, edicole, acquirenti. Spediscono per di più un prodotto che ha un peso considerevole, soprattutto se paragonato al guadagno che frutta. Detto in modi più spicci, se una copia di un libro frutta solo pochi euro a tutti gli attori della catena distributiva (editore, distributore, venditore al dettaglio), nessuno di questi può permettersi di accollarsi un costo di spedizione dell&#8217;ordine di alcuni euro. E questo vale soprattutto per quelle piccole aziende abituate a vivere di piccole spedizioni di poche copie per volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene. Con decorrenza dallo scorso 31 marzo (ma la notizia è stata resa nota solo il 1° aprile) <strong>queste agevolazioni per l&#8217;editoria sono state soppresse, </strong>lasciando in vigore soltanto il normale <strong>piego di libri</strong>. Il che significa che le aziende che trattano prodotti stampati (libri, quotidiani, periodici) pagheranno come minimo il doppio di spese di spedizione rispetto al recente passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motivo? E&#8217; spiegato nel testo stesso del decreto: <strong>mancano i fondi</strong>. Le tariffe agevolate erano sostenute grazie al contributo di denaro pubblico alle Poste. Il <strong>Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze</strong> ha stimato di avere a disposizione per l&#8217;anno 2010 soltanto <strong>50 milioni</strong> di euro da destinare a questi rimborsi, ma le <strong>Poste Italiane Spa </strong>(società ormai privatizzata) ha fatto sapere che tale somma non è sufficiente a coprire le spese previste.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto, fatto. Un blitz notturno e le tariffe agevolate sono state soppresse.</p>
<p style="text-align: justify;">E già. In un&#8217;Italia che detiene il record di sperpero di denaro pubblico non si riescono a trovare dei fondi per sostenere le iniziative culturali. Un sistema politico che ha incentivato con contributi alle famiglie l&#8217;<a href="http://www.tvblog.it/post/13310/passaggio-al-digitale-terrestre-prorogati-gli-incentivi-per-i-decoder" target="_blank"><strong>acquisto di decoder televisivi</strong></a>, adotta adesso un provvedimento la cui più facile conseguenza sarà l&#8217;<strong>aumento del prezzo di copertina dei libri</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica il segnale che questa classe politica lancia al Paese è: “guardate la tv, non leggete libri”.</p>
<p style="text-align: justify;">Complimenti vivissimi per la bella figura, l&#8217;ennesima.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi fosse interessato <a href="http://www.petizionionline.it/petizione/ridateci-le-tariffe-postali-agevolate-per-linvio-di-libri/1017" target="_blank"><strong>qui</strong></a> si può firmare una petizione per il ripristino delle tariffe agevolate.</p>
<p><div align="left" style="margin-left: -7px; margin-top: 0px;">
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</div></p>
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		<title>Più libri più liberi, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 10:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cavedagna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[fiera]]></category>
		<category><![CDATA[fiera nazionale della piccola e media editoria]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo dei congressi]]></category>
		<category><![CDATA[più libri più liberi]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Prende il via domani 5 dicembre la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria presso il Palazzo dei Congressi di Roma.  Appuntamento che si rinnova ormai da otto anni, Più Libri Più liberi, questo il nome della fiera organizzata dall'AIE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://i521.photobucket.com/albums/w335/edizionitrabant/plpl.png?t=1259920963" alt="" width="567" height="433" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="big">P</span>rende il via domani 5 dicembre la <strong>Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria</strong> presso il <a title="Come raggiungere il Palazzo dei Congressi" href="http://www.palazzocongressi.it/center.asp?modo=pagina&amp;idpagina=121&amp;idsezione=59" target="_blank">Palazzo dei Congressi</a> di Roma.  Appuntamento che si rinnova ormai da otto anni, <strong>Più Libri Più liberi</strong>, questo il nome della fiera organizzata dall&#8217;<strong>AIE</strong> in collaborazione col Ministero per i Beni e le Attività Culturali, vedrà quest&#8217;anno la pertecipazione di più di 400 piccole e medie case editrice oltre a un programma ricco di incontri, presentazioni e anteprime.</p>
<p><strong>Tema fondamentale</strong> dell&#8217;edizione di quest&#8217;anno non poteva che essere il <strong>digitale</strong>: come ebook e nuove tecnologie potranno cambiare il futuro del mondo editoriale.</p>
<p>La Fiera durerà quattro giorni, da sabato 5 dicembre a martedi 8. Ecco gli orari:</p>
<p><strong>Sabato 5 dicembre</strong> dalle 10 alle 21<br />
<strong>Domenica 6 dicembr</strong>e dalle 10 alle 20<br />
<strong>Lunedì 7 dicembre</strong> dalle 10 alle 21<br />
<strong>Martedì 8 dicembre</strong> dalle 10 alle 20</p>
<p>Il prezzo del biglietto intero è di 6 euro. Per i ragazzi tra i 15 e i 18 anni come per chi ha più di 65 anni il prezzo sarà di 3 euro mentre per chi ha meno di 14 anni l&#8217;ingresso sarà gratuito.</p>
<p>Per ulteriori informazioni potete recarvi sul sito di <a title="Più libri più liberi" href="http://www.piulibripiuliberi.it/" target="_blank"><strong>Più libri più liberi</strong></a>.<br />
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</div></p>
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		<title>10 modi per fare soldi facili con l&#8217;editoria</title>
		<link>http://www.edizionitrabant.it/ilrefuso/10-modi-per-fare-soldi-facili-con-leditoria/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Donativi</dc:creator>
				<category><![CDATA[divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[10 modi]]></category>
		<category><![CDATA[autore a proprie spese]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[fare soldi]]></category>
		<category><![CDATA[umberto eco]]></category>

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		<description><![CDATA[1. Apro una casa editrice e mi dichiaro disposto a valutare romanzi e racconti inediti. Qualunque cosa venga spedita, la accetto. Dopo una sommaria lettura invio una lettera all'autore, dicendogli che è un'opera interessante e ben scritta come poche; ma purtroppo l'editoria è in crisi e bla bla bla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="10 modi per fare soldi facili con l'editoria" src="http://i521.photobucket.com/albums/w335/edizionitrabant/gatto_e_volpe.jpg?t=1257426267" border="2px" alt="10 modi per fare soldi facili con l'editoria" width="320" height="296" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1.</strong><br />
Apro una <a href="http://www.edizionitrabant.it" target="_blank">casa editrice</a> e mi dichiaro disposto a valutare romanzi e racconti inediti. Qualunque cosa venga spedita, la accetto. Dopo una sommaria lettura invio una lettera all&#8217;autore, dicendogli che è un&#8217;opera interessante e ben scritta come poche; ma purtroppo l&#8217;editoria è in crisi e bla bla bla, quindi saremmo felici di pubblicarla ma solo se lui contribuisse alle spese. Si stila un contratto in cui l&#8217;autore si impegna ad acquistare un certo numero di copie (200? 300?) a un prezzo “scontato”. Lo sconto in realtà è una bufala: non essendoci né distributore né libreria di mezzo, in ogni caso io su quelle copie intasco fino anche l&#8217;80% del prezzo di copertina, e mi bastano non solo a coprire la stampa delle altre (poche) copie da mandare in libreria, ma anche a farmi un bel gruzzolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro è impaginato sommariamente: il testo, senza una vera correzione di bozze, è direttamente copiato nella gabbia con tutti i refusi e i caratteri non uniformati. La copertina, magari, la facciamo scegliere all&#8217;autore, così è più contento.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un anno il libro, mal fatto e mal distribuito, viene ritirato dal catalogo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2.</strong><br />
Variante della 1: quando il libro viene ritirato dal catalogo, contatto nuovamente l&#8217;autore. Mi dichiaro immensamente dispiaciuto che l&#8217;opera non abbia avuto successo e gli propongo di acquistare le copie in esubero; altrimenti verranno mandate al macero. Gli applico il solito sconto e altri soldi arrivano in cassa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3.</strong><br />
Altra variante della 1: in effetti stampo solamente le 200 copie che vendo all&#8217;autore. Per il resto, gli faccio credere di averlo distribuito in libreria. Occhio ché questa variante può essere illegale, se nel contratto è specificata la dimensione della prima tiratura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4.</strong><br />
Questo accadeva nella casa editrice in cui lavorava una mia amica. Inauguro una collana che – mettiamo una volta l&#8217;anno – pubblica una raccolta di racconti di autori esordienti. I 20/30 racconti sono scelti un po&#8217; a caso tra le vagonate di proposte che arrivano. Solita lettera lusinghiera per attrarre l&#8217;aspirante scrittore, ma questa volta non c&#8217;è nessuna richiesta di soldi. L&#8217;opera viene pubblicata davvero a spese dell&#8217;editore. Dov&#8217;è il barbatrucco, allora? Semplice: ogni autore porta con sé almeno 10/15 copie, tra quelle che compra lui per regalarle in giro e quelle che fa comprare ad amici e parenti. 15 copie per 20 autori fanno già 300 copie vendute assicurate. Soliti giochi sulla tiratura ed è fatta&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5.</strong><br />
Consueto appello agli autori esordienti a inviare le loro opere nel cassetto. Esiste solo una condizione: chi vuole sottoporre un romanzo, deve prima necessariamente acquistare un titolo del catalogo dal sito. Un furbata niente male: se tutti quelli che ti mandano un testo comprassero almeno una copia, potresti diventare la Mondadori nel giro di sei mesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6.</strong><br />
Quello che <strong>Umberto Eco</strong> chiamava <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autore_a_proprie_spese" target="_blank">APS (Autore a Proprie Spese)</a><span style="color: #333333;"><sup>W</sup></span>, è molto spesso piuttosto un EPS (Ente a Proprie Spese). Divento cioè un editore specializzato nel pubblicare volumi su finanziamento di enti, università, fondazioni etc. Detto in poche parole, la Fondazione Vattelapesca mi contatta perché vuole pubblicare un interessante studio sui sassi lisci nel greto del fiume Fuffa. Invece di rispondere che una simile pazzia non troverebbe mai spazio in nessuna collana, mi offro di pubblicarlo in cambio di 6-7000 euro. Sapete, per coprire le spese&#8230; Dal momento che di solito questi enti hanno meno problemi di soldi degli esordienti, mi pagano senza battere ciglio. E via, si stampano 300 copie: quelle che non marciranno in magazzino, marciranno sulla scrivania di qualche assessore. Il tipico regalo di Natale indesiderato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>7.</strong><br />
Bandisco un<strong> concorso di scrittura</strong>. I partecipanti, dietro corrispettivo di una modica (modica?) cifra potranno inviare la loro opera nascosta nel cassetto ed essere valutati da una giuria selezionatissima. Premio: la pubblicazione dell&#8217;opera. Magari pubblicizzo il tutto con qualche slogan come: Esci dall&#8217;anonimato! Alla fine scelgo a casaccio il vincitore, tra le opere meno orrende, e lo pubblico davvero: con tutti i soldi che ho intascato di iscrizione, stampare una tiratura ridicola destinata al macero non mi costa nulla.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>8.</strong><br />
Variante che combina i punti 4 e 7: bandisco un concorso di scrittura, ma senza tassa di iscrizione. Il concorso però è dedicato ai racconti inediti, che verranno inseriti in una antologia. Per il resto si segue il percorso del punto 4.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>9.</strong><br />
Parallelamente all&#8217;attività della casa editrice, organizzo un <strong>Master per Redattori Editoriali</strong>. Preparo del materiale pubblicitario in cui faccio credere che: * questa è la professione del futuro; * nel settore ci sono enormi possibilità di trovare un lavoro; * lavorare nell&#8217;editoria è facile, bastano una scuola media fatta bene e il mio master. Il corso costa in media 10 euro l&#8217;ora, quindi si può chiedere dalle 700 alle 2000 euro, a seconda della durata. In alcune varianti, infatti, si ritiene sufficiente anche una sola settimana – però è full immersion. Pensateci bene: posso intascare in un colpo fino a 60.000 euro, solo per tenere occupate una trentina di persone parlando loro vagamente di quanto sia in crisi il mercato editoriale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>10.</strong><br />
Variante della 9: alla fine del master è previsto come premio il periodo di stage. Si può scegliere di accogliere tutti i partecipanti al corso – il che attira più iscritti – o solo i migliori, scelti con un esame burla. I prescelti passeranno 3 mesi in redazione a svolgere la manovalanza più bassa, il tutto senza ricevere una lira. Però, se ci pensate bene, a suo tempo hanno pagato il corso: quindi, tirando le somme, c&#8217;è gente che ha pagato per avere il privilegio di lavorare gratis. Se questo non è genio, non so proprio cosa possa esserlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non dimenticate però un dettaglio importante. Ogni volta che inviate una lettera a un aspirante autore, a un aspirante studente, stagista o chi so io, ricordate di concluderla sempre con la seguente formula: <em>Aiutaci anche tu a portare avanti il nostro piccolo sogno</em>.</p>
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		<title>Piccolo vademecum di marketing editoriale</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 07:29:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Donativi</dc:creator>
				<category><![CDATA[divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[finale]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[quarta di copertina]]></category>
		<category><![CDATA[ritmo]]></category>
		<category><![CDATA[trama]]></category>

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		<description><![CDATA[Com'è La trama?... Avvincente. L'esordio?... Sorprendente. Il Maestro?... Indiscusso. Il finale?... Inatteso. Il ritmo?...Incesessante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Com&#8217;è La trama?&#8230; <strong>Avvincente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esordio?&#8230; <strong>Sorprendente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Maestro?&#8230; <strong>Indiscusso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il finale?&#8230; <strong>Inatteso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ritmo?&#8230; <strong>Incessante</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia d&#8217;amore?&#8230; <strong>Travolgente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La critica?&#8230; <strong>Serrata</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ironia?&#8230; <strong>Pungente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il classico?&#8230; <strong>Grande</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sguardo?&#8230; <strong>Dissacrante</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E adesso siete in grado anche voi di scrivere una quarta di copertina. Buon lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>chi di voi indovina la mezza citazione contenuta in questo articolo vince la nostra stima incondizionata</em>)</p>
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		<title>Ellin Selae</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 11:07:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Donativi</dc:creator>
				<category><![CDATA[divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[casa editrice]]></category>
		<category><![CDATA[ellin selae]]></category>
		<category><![CDATA[franco del moro]]></category>
		<category><![CDATA[pier vittorio tondelli]]></category>
		<category><![CDATA[rivista letteraria]]></category>

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		<description><![CDATA[Era il 1991 quando Franco Del Moro lesse l'enigmatico aforisma e pensò di chiamare così la rivista letteraria a cui andava pensando. Da allora molti anni sono passati, e oggi Ellin Selae è non solo una rivista, ma anche un'associazione culturale e una casa editrice.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin: 6px 13px 0 0"><img class="alignnone" title="Ellin Selae" src="http://i521.photobucket.com/albums/w335/edizionitrabant/th_image003.jpg" alt="Logo Ellin Selae" width="133" height="129" /></div>
<p><span style="text-align: justify;"><span id="big">U</span>na formula magica? Un&#8217;espressione aramaica? Lettere messe a caso? Niente di tutto questo: <strong>ellin selae</strong> è l&#8217;acronimo di: “<strong>esiste la luce in noi, siamo esseri legati all&#8217;eterno</strong>”.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Una scritta graffita sul muro della caserma dei granatieri di Orvieto, secondo una voce mai confermata a opera di <strong>Pier Vittorio Tondelli</strong> durante il servizio militare.</p>
<p style="text-align: justify;">Era il 1991 quando <strong>Franco Del Moro</strong> lesse l&#8217;enigmatico aforisma e pensò di chiamare così la rivista letteraria a cui andava pensando.</p>
<p style="text-align: justify;">Da allora molti anni sono passati, e oggi <strong>Ellin Selae</strong> è non solo una rivista, ma anche un&#8217;associazione culturale e una casa editrice.</p>
<p style="text-align: justify;">Parliamo della <strong>rivista</strong>, a cadenza bimestrale. Si presenta sotto forma di piccolo libricino in brossura di 80 pagine circa. È a tutti gli effetti un libro, non soltanto per il formato, ma soprattutto per la mole di informazioni e le ore (piacevoli, diciamolo subito) di lettura che offre.</p>
<p style="text-align: justify;">Si parla di <strong>arte</strong>, <strong>scienza</strong>, <strong>filosofia </strong>e quant&#8217;altro, ma soprattutto di <strong>letteratura</strong>. O meglio: secondo la definizione ufficiale, lo scopo è promuovere <em>la lettura consapevole e intelligente</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno degli aspetti che trovo più interessanti è <strong>il grande spazio che viene concesso ai racconti inviati dai lettori</strong>. Giovani o meno giovani aspiranti scrittori propongono i loro testi e ricevono non soltanto la possibilità di arrivare sulla carta stampata, ma anche una vera e propria scheda di lettura.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella seconda parte della rivista, infatti, un&#8217;apposita <strong>rubrica accoglie un breve commento sui racconti inviati</strong>, spiegando le ragioni per cui sono stati – a seconda dei casi – accolti o scartati. E si tratta di <strong>valutazioni molto oneste</strong>, spesso al limite della brutalità: i membri del comitato di lettura &#8211; tutti volontari &#8211; cercano di porsi dal punto di vista del lettore comune (niente sofismi da critico, insomma) e non si fanno scrupolo di bollare con sarcasmo un racconto insoddisfacente. Ne consegue che un autore deve essere consapevole di ciò a cui va incontro: il responso sarà severo, e inappellabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non si pensi a un giudizio gratuito: come dicevamo, <strong>siamo lontani dal terreno della critica letteraria </strong>(lo dico come un complimento) e le valutazioni trasudano tanto ma tanto buon senso; è difficile non trovarsi d&#8217;accordo.</p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>Ellin Selae</strong> troviamo inoltre <strong>recensioni di libri</strong>, <strong>interviste </strong>e diversi <strong>articoli sul mondo dell&#8217;editoria</strong> a firma dello stesso Del Moro. Il quale, ricordiamolo, è autore di alcuni fra i più caustici libri sull&#8217;argomento: cito su tutti “<strong>Il libro è nudo</strong>” (<a title="Stampa Alternativa" href="http://www.stampalternativa.it/" target="_blank">Stampa Alternativa</a>), <strong>un ritratto impietoso del mondo editoriale </strong>e di quello che nasconde dietro gli altari. Lo consiglio vivamente a chi volesse sverginarsi da una visione idealistica del settore; magari ne parleremo un giorno in questa rubrica.</p>
<p style="text-align: justify;">La casa editrice si dedica in maggior parte ad argomenti come le <strong>filosofie orientali</strong>, l&#8217;<strong>ambientalismo </strong>e in misura minore la <strong>narrativa</strong>. Anche se tra i titoli pubblicati trovano spazio alcuni autori interessanti e – purtroppo – poco conosciuti come <strong>Maria Castronovo</strong>. Altro argomento su cui torneremo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Ellin Selae" href="http://www.ellinselae.org/" target="_blank">Questo</a> è il sito internet ufficiale, dove poter trovare informazioni su come abbonarsi alla rivista o ordinare i libri. Per chi si trova a Roma, il prossimo dicembre si terrà la <a title="Fiera della piccola e media editoria" href="http://www.piulibripiuliberi.it/" target="_blank">Fiera della Piccola e Media Editoria</a> ed Ellin Selae – credo, spero – parteciperà anche quest&#8217;anno. Potrebbe essere una buona occasione per abbonarsi direttamente al loro stand.</p>
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		<title>Il rapporto sullo stato dell&#8217;editoria italiana</title>
		<link>http://www.edizionitrabant.it/ilrefuso/il-rapporto-sullo-stato-delleditoria-italiana/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 08:58:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cavedagna</dc:creator>
				<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[aie]]></category>
		<category><![CDATA[editori]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[lettori]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[stato dell'editoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni anno l&#8217;AIE, l&#8217;Associazione Italiana Editori, pubblica un rapporto sullo stato dell&#8217;editoria, generalmente facendo riferimenti ai dati raccolti l&#8217;anno prima. Benchè siano solo freddi numeri, hanno il potere di delineare un quadro non solo della situazione dell&#8217;editoria italiana, ma anche di quanto e di come si legge in Italia.
Alcuni dati sono cresciuti, altri diminuiti, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span id="big">O</span>gni anno l&#8217;<strong>AIE</strong>, l&#8217;<strong>Associazione Italiana Editori</strong>, pubblica un rapporto sullo stato dell&#8217;editoria, generalmente facendo riferimenti ai dati raccolti l&#8217;anno prima. Benchè siano solo freddi numeri, hanno il potere di delineare un quadro non solo della situazione dell&#8217;editoria italiana, ma anche di quanto e di come si legge in Italia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Alcuni dati sono cresciuti, altri diminuiti, come è noramle che sia. Resta indubbio che in Italia si legge poco, anche quando i dati segnano un miglioramento. In un rapporto di qualche anno fa era possibile leggere che in Europa leggono meno di noi italiani solo gli spagnoli e i greci.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Senza commentare i dati ma lasciando che ognuno si possa fare un&#8217;idea e faccia le sue deduzioni, ecco il Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2008.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2008</p>
<p style="text-align: justify;">La sintesi a cura dell’Ufficio studi di AIE</p>
<p style="text-align: justify;">Il mercato dell’editoria libraria si consolida nel 2007, con un valore che registra un +0,87% sull’anno precedente, raggiungendo un giro d’affari complessivo di 3,702 miliardi di euro.<br />
Sono oltre 61mila i titoli librari prodotti (per il 62% si tratta di novità), pari a 268 milioni di copie.<br />
Diminuiscono però i lettori: sono stati 24milioni i lettori di un libro in un anno (il 43,1% della popolazione), ma solo 3,2 milioni gli italiani che ne hanno letto uno in un mese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I lettori di almeno un libro nel 2007? 24milioni di italiani (-1% sul 2006). Ma i lettori di uno al mese sono solo 3,2 milioni</strong> -Nel 2007 i lettori di almeno un libro non scolastico nei dodici mesi precedenti sono scesi dal 44,1% di tutta la popolazione italiana con più di 6 anni di età al 43,1%.<br />
Dichiarano di aver letto un libro nel 2007 poco più di 24 milioni di italiani con una flessione sul 2006 dell’1%; a questo valore va aggiunto un altro 10,8% di lettori di soli libri gialli, rosa, manualistica leggera (cucina, giardinaggio, hobby), di utilizzatori di guide di viaggio, di libri allegati a quotidiani e settimanali. Complessivamente si arriva a un valore del 53,9% di lettori.<br />
Dopo un periodo in cui la lettura aveva fatto segnare lenti ma progressivi tassi di crescita – dal 1999 al 2006 – lo scorso anno è stato il primo in cui si è assistito a una inversione di tendenza, confermata non solo da Istat ma anche da altre indagini (Ipsos, Nielsen, ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;">Questa situazione non modifica affatto le ben note caratteristiche strutturali di un mercato il cui perimetro risulta tra i più ristretti tra i paesi europei:</p>
<p style="text-align: justify;">• Tra i lettori, la metà (il 46,2%) non legge più di tre libri all’anno;<br />
• Solo il 13,3% dei lettori ne legge uno al mese (circa 3,2 milioni di persone);<br />
• Restano forti le differenze a livello geografico: si passa dal 51,4% del Nord al 31,6% del Sud (venti punti percentuali!); legge il 55% del Trentino Alto Adige o il 53,3% della Lombardia, contro il 30,1% della Sicilia, il 30,2% della Campania, il 29,1% della Calabria, il 28,9% della Puglia, ecc.<br />
• Le fasce infantili e giovanili di popolazione si confermano composte da lettori complessivamente più forti (nonostante la maggior diffusione/utilizzo di internet, telefonia mobile, ecc.) rispetto alla media nazionale. Il 59,5% dei bambini di 11-14 anni; il 56,6% dei 15-17enni; il 54,6% dei 18-19enni si dichiara lettore di libri non scolastici.<br />
• Le donne leggono più degli uomini: nel 2007 raggiungono il 48,9% rispetto agli uomini che si fermano al 37%.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il mercato: cresce dello 0,9%</strong> -Nel 2007 il valore complessivo delle vendite di libri a prezzo di copertina nel nostro Paese hanno raggiunto la cifra di 3.702,2 milioni di euro con un incremento inferiore all’un per cento (+0,87%) rispetto all’anno precedente.<br />
Le vendite di libri di varia adulti e ragazzi nei canali trade (libreria di catena editoriale e non), grande distribuzione, librerie on line, edicola (esclusi i collaterali), fiere e mostre del libro, si sono attestati nel 2007 a 1,415 miliardi di euro (+1,5%). Da questa cifra restano escluse le vendite di libri scolastici di adozione che hanno raggiunto il valore di 716,3 milioni di euro (+1,5% sul 2006). Il mercato scolastico vale il 19,4% del mercato complessivo del libro.<br />
Il mercato ragazzi (libri 0-14 anni) nel 2007 ha raggiunto il valore di vendita a prezzo di copertina di 137,2 milioni di euro (+2,5% sul 2006), che rappresenta il 9,8% delle vendite dei canali trade, ma appena il 3,7% del mercato complessivo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Libri in edicola allegati ai quotidiani: -7,5% sull’anno precedente come valore, dimezzati i titoli, -24% sulle copie</strong> -Nel 2007 il fenomeno della vendita di libri in edicola in abbinamento a quotidiani e settimanali, già in rallentamento a partire dal 2006, ha subito la sua prima vera battuta di arresto dal 2002, quando questa formula fece il suo ingresso sul mercato italiano: lo scorso anno sono stati venduti in edicola libri per un valore stimato di 453 milioni di euro (-7,5% rispetto al 2006). E dai 988 titoli pubblicati nel 2006 si è scesi a 432.<br />
Il fenomeno era iniziato nel 2002 quando vennero vendute in edicola circa 44,2 milioni di copie di libri, per poi passare nel 2003 a 62,1 milioni, nel 2004 a 75,5 milioni di copie e nel 2005 a 80 milioni. Nel 2006 la prima secca battuta d’arresto, non si arrivò a 60 milioni di copie, che nel 2007 sono ulteriormente scese a 45,5 milioni di copie (-24,1%; stima).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le case editrici complessivamente sono 2901. Gli addetti 38mila</strong> -Nel 2007 risultavano censite – tra attive e non – 8.814 case editrici. Tuttavia il parco di imprese – non considerando quelle che non hanno pubblicato alcun titolo nell’anno, quelle che sono emanazione di aziende, fondazioni, enti con altre finalità, o che hanno una produzione occasionale, ecc. -porta il valore a scendere a 2.901 imprese. Gli editori che hanno una presenza organizzata sul mercato (pubblicano almeno un titolo al mese, hanno un piano editoriale, e hanno una distribuzione in libreria, e almeno 100 titoli commercialmente vivi in catalogo) sono 1.016.<br />
Complessivamente lo stock occupazionale della filiera è stimabile in circa 38 mila addetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La distribuzione: sempre più le catene librarie (su 2mila librerie, 609 sono a catena)</strong> -Il principale fenomeno che continua a contraddistinguere lo scenario distributivo è rappresentato dallo sviluppo delle catene di librerie (anche con un significativo sviluppo nei centri commerciali, aeroporti e a breve anche nelle stazioni ferroviarie). Oggi su circa 2mila librerie 609 appartengono a catene (editoriali, o della distribuzione), e 92 sono catene a “gestione familiare”: nel complesso il 35,1% dei punti vendita. Di queste catene 63 sono multistore (oltre 1.000 mq di superficie, vendita di libri e altri prodotti come musica registrata, video, ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il mercato trade: crescono le vendite nella Gdo, nelle librerie online (+37%), nelle edicole</strong> -I canali trade mostrano nel 2007 una dinamicità maggiore per effetto di tre spinte sostanziali:</p>
<p style="text-align: justify;">• La crescita (+5,0%) delle vendite nei banchi libri – ma ormai si tratta di reparti all’interno dell’area bazar &#8211; di Ipermercati e supermercati, potendo sfruttare una più incisiva politica di promozioni di prezzo e di animazione delle vendite e di un ampliamento degli assortimenti anche verso tipologie di libri caratterizzati da prezzi di copertina mediamente più alti, marchi che non sono più solo i tradizionali editori di best seller che un tempo caratterizzavano questo canale.<br />
• La crescita delle librerie on line: +36,9%, al netto delle vendite generate dall’acquisto di libri da parte di clienti italiani su quelle straniere.<br />
• La stessa ripresa delle vendite di libri nelle edicole, che hanno saputo in questi ultimi anni</p>
<p style="text-align: justify;">rinnovarsi nell’allestimento offrendo assortimenti di libri (collaterali esclusi) non più fatti solo da tascabili e supereconomici: +12,1%. Anche se il tasso di crescita nel 2007 va commisurato con il fatto che l’anno prima con solo 16,5 milioni di euro di vendite si era toccato il livello più basso nella vendita di libri in questo canale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Produzione: oltre 61mila titoli (per il 62%novità), 268 milioni le copie</strong> &#8211; Nel 2006 -ultimo anno di cui si hanno dati definitivi sulla produzione -sono state pubblicati 61.440 titoli, compresi quelli destinati all’adozione scolastica (6.202) e i libri per bambini e ragazzi (4.288). Il 61,8% di essi sono novità (62,4% nel 2005). Sono escluse le opere vendute assieme ai quotidiani e settimanali.</p>
<p style="text-align: justify;">L’82,9% dei titoli pubblicati sono libri di varia (narrativa, manualistica, saggistica, guide, arte e illustrati, guide di viaggio, libri universitari, Stm, reference ed enciclopedie); un altro 7,0% sono libri per bambini e ragazzi; infine il 10,1% sono libri destinati all’istruzione dell’obbligo e alla scuola superiore.<br />
Nel 2006 &#8211; escludendo sempre le copie dei libri venduti assieme a quotidiani e settimanali &#8211; sono stati stampate 268 milioni di copie con una tiratura media di 4.300 copie.<br />
I titoli commercialmente vivi sono nel 2008 609.287, di cui 37.855 opere “con disponibilità limitata”.<br />
Nel 2007 questo valore era di 581.035 (settembre 2007), e di 545.762 l’anno ancora precedente. Tra 2007 e 2008 vi è stato un incremento del 4,9%.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Traduzioni: 1 titolo su 5 è “estero”</strong> &#8211; Diminuisce progressivamente il peso dei libri di autore straniero sul totale della produzione italiana: da un valore medio che si attestava attorno al 25% per tutti gli anni Novanta si è scesi infatti oggi a un 22,5%. In particolare diminuiscono le opere tradotte nei settori di varia adulti (21,9%) e dei libri per ragazzi (32,7%).<br />
È naturalmente dai mercati di lingua inglese che provengono la maggior parte delle traduzioni: posti pari a 100 i titoli tradotti, il 47% di quelli di varia adulti, e ben il 71% delle opere per ragazzi provengono da autori di mercati di lingua inglese. Le altre aree linguistiche – quella francese, tedesca e spagnola – si trovano a livelli inferiori, costituendo rispettivamente il 2,3%, l’1,3% e lo 0,7% del totale dei titoli tradotti. Anche nelle tirature medie, rispetto alle 4.900 copie dei titoli di autore di lingua inglese, si scende a 3.300 per gli autori francesi o 2.900 per quelli tedeschi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’export del libro italiano: +2%</strong> &#8211; Cresce l’export dei libri italiani all’estero: +2% rispetto al 2006, corrispondente a un valore totale di 40,7 milioni di euro (il dato non include l’export che transita attraverso i siti di commercio on line, che sicuramente registra un incremento). Nonostante la crescita, il valore denota una scarsa dinamicità del commercio estero del libro italiano, che negli ultimi anni è pur sempre aumentato ma in misura poco significativa. I libri maggiormente esportati sono quelli d’arte, d’immagine, di design che costituiscono l’eccellenza dell’editoria italiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E i primi mesi del 2008?</strong> Il 2008 è stato caratterizzato, sino ad ora, da una crescita che difficilmente raggiungerà nei canali trade i valori del 2007, a causa soprattutto di una più generale contrazione dei consumi delle famiglie che potrà avere ricadute considerevoli sul bilancio finale dell’anno in corso. Gli indici del valore delle vendite del commercio al dettaglio su piccola e grande superficie hanno fatto segnare già nell’aprile scorso un -3,4% nelle vendite rispetto al corrispondente mese del 2007 alla voce “cartoleria, libri, giornali e riviste” e un -1,0% rispetto al marzo 2008. Il settore risulta inoltre penalizzato da un’ulteriore riduzione delle vendite di collaterali, che per gli editori si traducono in minori introiti in termini di diritti.<br />
Il mercato rimane contraddistinto da bassi indici di crescita della lettura in assenza di importanti interventi di promozione pubblica in questo settore. La speranza è riposta nelle vendite natalizie: sino ad oggi si è sempre verificato che in periodi di crisi il libro regalo sia stato un bene rifugio in occasione delle festività di fine anno. Rimane però difficilmente sostenibile una gestione economicofinanziaria complessiva del settore basata solo sull’andamento delle vendite di poco più di un mese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Andamento del mercato editoriale a prezzo di copertina<br />
<em>Valori in euro e in percentuale</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>(clicca sull&#8217;immagine per ingrandirla)</em><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><a title="Andamento del mercato editoriale a prezzo di copertina" href="http://www.edizionitrabant.it/immagini/andamento.png" target="_blank"><img class="aligncenter" title="Andamento del mercato editoriale" src="http://www.edizionitrabant.it/immagini/andamento_piccolo.png" alt="" width="400" height="386" /></a><strong><em><br />
</em></strong><br />
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		<title>Newton Compton Editori: 40 anni, mille auguri</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 09:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cavedagna</dc:creator>
				<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[100 pagine 1000 lire]]></category>
		<category><![CDATA[40 anni]]></category>
		<category><![CDATA[newton compton]]></category>
		<category><![CDATA[newton compton editori]]></category>
		<category><![CDATA[questa italia]]></category>

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		<description><![CDATA[
La Newton Compton, la nota casa editrice della filosofia del libro a basso costo, compie 40 anni. Fondata nel 1969 da Vittorio Avanzini, la Newton Compton fu la prima a lanciare su larga scala i libri tascabili (i famosi paperback) negli anni &#8216;70, ma deve la sua notorietà ai famosi libretti 100 pagine 1000 lire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" title="Newton Compton" src="http://i521.photobucket.com/albums/w335/edizionitrabant/nc.jpg?t=1232702238" alt="" width="392" height="247" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="big">L</span>a <strong>Newton Compton</strong>, la nota casa editrice della filosofia del <em>libro a basso costo,</em> compie 40 anni. Fondata nel 1969 da Vittorio Avanzini, la Newton Compton fu la prima a lanciare su larga scala i libri tascabili (i famosi <em>paperback</em>) negli anni &#8216;70, ma deve la sua notorietà ai famosi libretti <strong><em>100 pagine 1000 lire</em></strong> così diffusi negli anni &#8216;90 (chi non ha in casa uno di quei piccoli libri?).</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Newton Compton</strong> è un esempio di longevità editoriale in un Paese come l&#8217;Italia dove, purtroppo, si legge poco (e si scrive fin troppo). Longevità dunque, ma anche e soprattuto sforzo e genialità nel trovare modi per diffondere su larga scala libri e sapere, come la collana <em>Questa Italia</em>, una serie di volumi sulle tradizioni e sul folkore delle regioni italiane.<br />
<span id="more-98"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco la storia della casa editrice tratta dal <a title="Newton Compton Editori" href="http://www.newtoncompton.com" target="_blank"><strong>sito ufficiale</strong></a>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Fondata nel 1969 da Vittorio Avanzini, la Newton Compton festeggia oggi i suoi quarant’anni di editoria indipendente: una storia culturale avvincente come soltanto i grandi libri sanno essere ma, specialmente, una storia fatta di opere che avrebbero legato il marchio Newton a scelte in cui la qualità si accompagna allo sforzo di fare del sapere una materia accessibile a tutti. A testimoniare un simile impegno, la storica collana “Paperback”, nata nel 1969 insieme a L’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud ed evolutasi con il tempo fino ad arrivare a due collane che, ancora oggi, caratterizzano in maniera forte la Newton Compton, conferendole un’identità precisa nel variegato panorama editoriale: i “Grandi Tascabili Economici” e la “Biblioteca Economica Newton”; libri che hanno consentito a intere generazioni di studenti, studiosi e persone interessate a riscoprire il patrimonio della classicità di accedere ai capolavori di ogni tempo e di ogni paese, spesso presentati con il testo originale a fronte, grazie ai prezzi popolari e alla profondità degli apparati introduttivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Altrettanto importante, sulla scia di un’idea di editoria al servizio della storia, è la collana “Quest’Italia”: nata del 1976, sulla scia dell’introduzione dell’ordinamento regionale in Italia, rappresenta il fiore all’occhiello di una casa editrice sempre in grado di ascoltare il territorio e di riscoprirlo grazie agli innumerevoli volumi dedicati alle tradizioni, all’arte, al folklore e alla gastronomia delle regioni italiane.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre attenta a unire il passato e il presente con scelte in grado di affrontare con solidità il futuro, oggi la Newton Compton manda in libreria duecento novità ogni anno, forte di un catalogo in cui, all’attenzione per la tradizione si unisce la capacità di cogliere le caratteristiche della modernità e di dare voce a ciò che si agita sotto la pelle del mondo in cui viviamo. Così, rinnovando una politica editoriale in cui la qualità dei contenuti non può mai essere separata da un prezzo di copertina accessibile a tutti, la Newton Compton, affidata oggi alla direzione generale del “figlio d’arte” Raffaello Avanzini, ha continuato a varare operazioni culturali di assoluto rilievo. Imperdibili, da questo punto di vista, volumi come Le commedie di Plauto, con la cura di Ettore Paratore e il testo latino a fronte, o Il libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa, che, nell’impeccabile traduzione dei lusitanisti Piero Ceccucci e Orietta Abbati, ha offerto ai lettori italiani frammenti inediti dell’opera più importante del grande poeta portoghese. Lo stesso discorso vale per il bellissimo Foglie d’erba di Walt Whitman, in grado, grazie alla cura dell’americanista Igina Tattoni, di recuperare passaggi espunti dalle precedenti edizioni di questo capolavoro della poesia contemporanea. Ancora, all’interno della ricca collana dei Grandi Tascabili Economici, le Poesie d’amore e della memoria di Kostantinos Kavafis, tradotte del greco dalla professoressa Paola Maria Minucci; Campo mentale (Mindfield) di Gregory Corso, pubblicato in un’edizione impreziosita dai disegni dello stesso Corso e dalla cura di Massimo Bacigalupo; e i due grandi capolavori di Raymond Queneau, Gli ultimi giorni e Troppa pioggia, Saint Glin Glin!, fino ad ora inediti in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">A testimoniare il costante impegno della Newton nella ricerca cartotecnica oltre che editoriale, nella collana “Mammut”, volumi di grande formato impreziositi da pregevoli illustrazioni di copertina e rilegati “all’olandese”, troviamo libri come l’edizione integrale de Il Capitale di Karl Marx, curata da Eugenio Sbardella, ma anche una nuova traduzione del Don Chichotte di Miguel de Cervantes e una nuova edizione delle Commedie di Aristofane, riveduta e tradotta da Benedetto Marzullo, a cui si deve la cura filologica del testo a fronte e l’articolata appendice critico-testuale. All’interno della collana, inoltre, rigorosamente in edizione integrale, trova ospitalità l’opera completa di autori come Ludovico Ariosto, Marcel Proust, Edgard Allan Poe, Jane Austen e Sigmund Freud; per una biblioteca pensata per dare spazio ai capolavori che non tramonteranno mai!</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio a simili valori, d’altra parte, è ispirata un’iniziativa editoriale in grado di raccogliere enormi consensi di critica. Si tratta della collana “I libri che hanno cambiato il mondo” (le prime edizioni sono state pubblicate negli USA dall’Atlantic Press), capace di ospitare vere e proprie “biografie di capolavori” come Il capitale di Marx, Repubblica di Platone, L’origine delle specie di Darwin, I diritti dell’uomo di Paine, Il Corano, Iliade e Odissea di Omero, La Bibbia e Della Guerra di Carl von Clausewitz. Firmati da studiosi di fama internazionale, i volumi di questa collana analizzano l’impatto dei capolavori a cui sono dedicati sulla società, illustrando l’eredità che ciascun libro ha lasciato in dote alla contemporaneità.</p>
<p style="text-align: justify;">E se la contemporaneità impone a chi l’affronta un approccio internazionale e grande ampiezza di vedute, ecco che la Newton Compton dei nostri giorni, dopo aver aperto uffici a Londra e a NewYork, ha promosso un fitto lavoro di scouting curato dai suoi tre giovani editor: Cristiano Armati, Chiara Ferrari e Giusy Sorvillo; una ricerca che, nel segno dell’innovazione, dà voce a tre importanti collane: “Nuova Narrativa”, prevalentemente dedicata alla letteratura di genere, dall’horror al romanzo storico; “Anagramma”, caratterizzata dalle grandi firme della letteratura femminile e contemporanea; e “Vertigo”, in cui si dà spazio alle tendenze più polemiche e innovatrici. Tra i volumi più significativi di quest’ultima collana, vale la pena citare Islampunk e Il diavolo dagli occhi blu di Michael Muhammad Knight: un ragazzo americano convertito all’Islam, autore già celebrato in Europa dal «The Guardian» e comunque in grado di mettere in discussione le tradizionali categorie di Oriente ed Occidente con la sua narrativa avvincente e irriverente. Non meno d’impatto, d’altro canto, è il romanzo A’Isha, l’amata di Maometto, della statunitense Sherry Jones: autrice di un libro ispirato alla vita della sposa prediletta del Profeta, la Jones è stata censurata negli Stati Uniti e in Inghilterra prima di essere pubblicata dalla Newton Compton, che ha incassato la solidarietà di Salman Rushdie dando all’opera una notorietà che consentirà a questo importante romanzo storico di essere pubblicato in ben quindici paesi. Tra gli autori italiani della collana “Vertigo”, spazio a Massimo Lugli, già noto al grande pubblico per i coraggiosi servizi firmati in qualità di inviato speciale de «la Repubblica», che, con La legge di Lupo solitario e L’istinto del Lupo, ha avuto il merito di rinnovare la narrativa noir gettando sul genere uno sguardo tagliente e poetico e regalando ai lettori il personaggio di Lupo, un protagonista impossibile da dimenticare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il catalogo della Newton Compton non finisce certo qui. Curiosando nella collana “Nuova Narrativa”, si scoprono capolavori come Che fine ha fatto Mr. Y e PopCo di Scarlett Thomas: autrice pubblicata in Inghilterra dalla Canongate e inserita nella prestigiosa lista dei venti migliori narratori britannici pubblicata dall’«Independent on Sunday». Nella stessa collana, d’altro canto, è possibile rintracciare anche le opere più importanti del premio nobel egiziano Nagib Mahfuz: una testimonianza di eccellenza letteraria che, nel corso del 2009, si arricchirà di due nuovi romanzi inediti; opere che verranno presentate in esclusiva nel corso del Salone del Libro di Torino, nell’ambito delle iniziative dedicate all’Egitto in quanto ospite d’onore della fiera.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la Newton Compton è sempre pronta a dare spazio all’impegno, è anche vero che, nei libri della casa editrice romana, non manca neppure la leggerezza. Nella collana “Anagramma”, per esempio, i riflettori sono puntati sui bestseller della scrittrice londinese Judith Summers: La mia vita con George e Chi prenderà Fluffy?, incentrati sulle avventure di due cuccioli teneri e terribili. Entrambi i romanzi sono stati a lungo ai vertici delle classifiche dei libri più venduti in Inghilterra, raccogliendo in Italia lo stesso successo riscontrato nella madrepatria. Un discorso analogo è quello che può essere fatto per un libro avventuroso e romantico come La moglie indiana di Anne Cherian: un successo mondiale tradotto in ben ventuno lingue che, anche in Italia, ha trovato un pubblico appassionato di fan.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tornare alla collana “Nuova Narrativa”, vale la pena sottolineare come, all’interno della Newton Compton, stia crescendo una nuova generazione di autori attenti nel coniugare la letteratura alla storia contemporanea. È il caso di Dario Morgante con La compagna P38 e L’ultima rivoluzione, di Danilo Pennone con Confessioni di una mente criminale (dedicato a un “bravo ragazzo” della malavita romana), di Yari Selvetella con Uccidere ancora (ispirato ai tragici fatti del Circeo) e di Simone Di Meo con L’Impero della camorra: romanzi che uniscono l’invenzione letteraria e il realismo sociologico con un ritmo narrativo incalzante, in grado di sviscerare aspetti del lato oscuro della criminalità italiana ma anche di ricondurre quelli che sembrano asettici episodi di illegalità in una dimensione umana.</p>
<p style="text-align: justify;">Continuando a presentare gli autori italiani della Newton Compton, sono molti i nomi degli scrittori scoperti dalla casa editrice romana in grado di balzare agli onori delle cronache grazie alla capacità di interpretare la domanda di fantasia presente nell’immaginario collettivo dei lettori. È il caso, questo, della fiorentina Federica Bosco, salutata dalla stampa come «l’autrice italiana più amata dalle italiane», attualmente in libreria con L’amore mi perseguita ma forte delle oltre 250.000 copie vendute dai precedenti Mi piaci da morire, Cercasi amore disperatamente e L’amore non fa per me. Un’altra autrice da seguire con attenzione è la romana Giovanna Bandini che, con Il bacio della tarantola e, più recentemente, con Lezione d’amore, ha rivelato una straordinaria capacità di tratteggiare i turbamenti della generazione dei trentenni, sempre in bilico tra tentazioni romantiche e l’acquisizione di importanti responsabilità. Di grande impatto sia sul pubblico che sulla critica, poi, è stato L’amante proibita di Massimiliano Palmese: un romanzo in grado di affrontare con poesia e delicatezza un tema scabroso come quello dell’incesto e di creare una grande attenzione per il nuovo romanzo, Pop life (in uscita a febbraio 2009), di un autore già entrato nella cinquina del premio Strega edizione 2006.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra “scuola” alla quale la Newton Compton ha dato un’impronta particolare, poi, è quella del romanzo storico, sopratutto grazie alla pena del polemologo Andrea Frediani che, dopo numerose pubblicazioni dedicate alla storia militare, ha superato la soglia delle 50.000 copie vendute, sia con Trecento guerrieri, il suo esordio narrativo dedicato alla battaglia delle Termopili, sia con Jerusalem, un thriller teologico che prende le mosse dall’assedio crociato alla Città Santa.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla fantasia alla realtà, una storia a tinte noir ed estremamente attenta al passato prossimo dell’Italia, è quella che va in scena nella saggistica targata Newton Compton. La collana “I Big”, in modo particolare, si è distinta per il successo di pubblico e di critica ottenuto da opere come Roma criminale (oltre 80.000 copie vendute) di Cristiano Armati e Yari Selvetella e Italia criminale di Cristiano Armati – opere per le quali è stata coniata la definizione di “docunoir”; senza considerare Il libro nero delle Brigate rosse di Pino Casamassima o Destra estrema e criminale e Neri di Mario Caprara e Gianluca Semprini: due volumi dedicati alla storia della destra radicale ed eversiva scritte attraverso le testimonianze dirette e inedite dei protagonisti di una stagione ambigua come quella degli “Anni di piombo”. Su questo argomento, affrontato da una prospettiva completamente diversa, si concentra anche l’ultimo libro di Cristiano Armati: Cuori rossi, la sanguinosa storia di chi ha pagato con la vita il prezzo delle proprie idee; una ricerca che, dal dopoguerra fino ai giorni nostri, affronta il tema scomodo della “terza guerra civile italiana”, indagando le ragioni che alimentano la conflittualità politica in un Paese tutt’altro che pacificato. Passando alla collana “Controcorrente” ma restando nel territorio della saggistica, interessantissimo è il volume Le sagrestie di Cosa nostra, con cui lo studioso Vincenzo Ceruso, ora in libreria con Uomini contro la mafia, indaga i rapporti tra Chiesa e criminalità. Un’indagine che arriva a conclusioni sconvolgenti come è nello stile della collana “Controcorrente”, già nota per titoli come La Cina alla conquista del mondo di Maria Weber; Il libro nero del petrolio di Thomas Seifert e Klaus Werner; o Il libro nero delle sette in Italia e Il libro nero dei bambini scomparsi della giovane giornalista cesenate Caterina Boschetti. Proprio all’interno di questa collana, in fondo, è maturato l’incredibile successo di un’opera coraggiosa come Il libro che la tua chiesa non ti farebbe mai leggere, curato dagli statunitensi Tim C. Leedom e Maria Murdy per fare il punto della situazione sul tema più controverso di tutti i tempi: la religione. Dopo aver venduto oltre un milione di copie negli USA, il libro di Leedom e Murdy ha superato la soglia delle 100.000 copie vendute in soli sei mesi di vita editoriale!</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla scia di una positiva dialettica tra mondo globale e realtà locali, la Newton Compton non si limita ad aprirsi alle realtà internazionali più interessanti ma continua con perseveranza ad esplorare le regioni italiane per raccontare ciò che, magari proprio per l’essere sotto gli occhi di tutti, rischia di non avere la giusta visibilità. Grazie a questa attitudine, all’interno della collana “Guide insolite”, è maturato uno dei più clamorosi successi editoriali degli ultimi anni: il vademecum enogastronomico Il gambero rozzo – ora, completamente aggiornato e rinnovato, in libreria con il nuovo titolo Il Mangiarozzo; una lista ragionata di trattorie tipiche dove, nel rispetto della cucina di territorio, è possibile gustare i piatti della tradizione a un prezzo contenuto. Una formula innovativa e fortunata che, continuando a selezionare le migliori fucine del sapore italiano, è stata estesa all’altrettanto fortunato Le ricette e i vini del Mangiarozzo: un libro definito «l’Artusi dei nostri giorni» per il fatto di essere stato scritto insieme ai più importanti osti italiani, ben contenti di mettere le ricette dei loro piatti più rappresentativi a disposizione di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Continuando ad esplorare i territori delle città italiane, una menzione assolutamente speciale è quella che spetta alla fortunatissima collana “101”. Il primo volume della serie è apparso in libreria nel dicembre 2007 con il titolo 101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita di Ilaria Beltramme; un’opera che, da allora, è restata ininterrottamente ai primi posti delle classifiche dei libri più venduti a Roma forte delle oltre 45.000 copie vendute. Un successo che l’autrice romana, per la quale si invoca a gran voce l’attribuzione del premio Campidoglio, ha bissato scrivendo 101 perché sulla storia di Roma che non puoi non sapere: in grado di vendere 12.000 copie nel primo mese di uscita. Anche i lettori del capoluogo lombardo, d’altro canto, hanno accolto con entusiasmo 101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita di Micol Arianna Beltramini: 30.000 copie vendute e ai primi posti delle classifiche dei titoli più venduti a Milano da oltre cinque mesi. Un successo che ora si sta ripetendo con 101 cose da fare a Napoli almeno una volta nella vita di Agnese Palumbo. Ma qual è il segreto del successo della collana?</p>
<p style="text-align: justify;">La straordinaria cura grafica, affidata alle illustrazioni ad acquarello del talentuoso pittore romano Thomas Bires, e una formula assolutamente innovativa, in grado di superare lo schematismo delle guide tradizionali per esprimersi attraverso un stile narrativo in grado di offrire al lettore non una semplice lista di luoghi notevoli ma una vera e propria esperienza letteraria, insolita e sentimentale. Sono gli stessi ingredienti che, nei prossimi mesi, si ritroveranno negli altri bestseller annunciati della collana 101 grazie ai titoli che verranno dedicati agli aspetti meno noti ma più suggestivi delle città e delle regioni italiane.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo modo, la Newton Compton continua a guardare lontano. Non a caso è stata tra le prime case editrici a sperimentare con successo l’operazione degli allegati ai quotidiani: «Il Messaggero», «Il Giornale», «Il giornale di Sicilia», «La Gazzetta del Mezzogiorno», «Il Resto del carlino», «La Sicilia», «Il Secolo XIX», «Il Giorno», «Corriere Adriatico», «Il Gazzettino», «L’Arena», «Il Giornale di Vicenza» e «Brescia Oggi» sono le testate che hanno offerto ai lettori alcune prestigiose edizioni di opere regionali o recentissimi bestseller, con una veste grafica elegante e leggera. Sempre nel segno dei bestseller, d’altra parte, è partita proprio in questi mesi l’ultimissima collana della casa editrice: “Newton Poket”, con un prezzo di copertina di soli 4,90 euro, raccoglie in edizione tascabile il meglio della letteratura di genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo, oggi, è il mondo della Newton Compton: mentre i suoi editor, come veri e propri book hunter, lavorano sui libri scovando gli autori più promettenti, i grafici varano quotidianamente progetti innovativi e i redattori si impegnano per dare carta e inchiostro a idee sempre nuove. È un viaggio, quello intrapreso dalla Newton Compton nel 1969, che resta scritto nella storia dell’editoria indipendente grazie a successi come quello dei celeberrimi libri di 100 pagine a 1000 lire (oltre 50 milioni di copie vendute complessivamente!) e in virtù di un dialogo ininterrotto con i lettori che, sotto gli occhi di tutti, affollano gli stand della casa editrice romana in ogni occasione fieristica. Un viaggio dove l’amore per i libri, il desiderio di scoperta, la capacità di operare una sana critica culturale alimenta un catalogo di migliaia di titoli: ognuno rappresentativo di un desiderio di evasione e di conoscenza che, oggi come nel 1969, continua a solcare le pagine di tutti i libri affidati dalla Newton Compton.</p>
</blockquote>
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		<title>Prezzo di copertina: istruzioni per l’uso</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 08:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Donativi</dc:creator>
				<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[distribuzione libri]]></category>
		<category><![CDATA[iva]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[percentuale dell'autore]]></category>
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		<description><![CDATA[Si dice spesso che i libri costino cari.
Tralasciamo quando questa frase viene pronunciata da gente capace di spendere 190 euro per un paio di jeans. In quel caso non ti curar di lor ma guarda e passa; oppure curatene e spendi almeno 10 minuti della tua giornata a invocare la collera divina.
Costano cari? Dipende. Secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" style="float: left; margin-left: 0px; margin-top: 5px; margin-right: 12px;" title="isbn" src="http://i521.photobucket.com/albums/w335/edizionitrabant/ISBN.png" alt="codice ISBN" width="200" height="96" />Si dice spesso che i libri costino cari.<br />
Tralasciamo quando questa frase viene pronunciata da gente capace di spendere 190 euro per un paio di jeans. In quel caso non ti curar di lor ma guarda e passa; oppure curatene e spendi almeno 10 minuti della tua giornata a invocare la collera divina.</p>
<p style="text-align: justify;">Costano cari? Dipende. Secondo me no.<br />
Ma l’atroce dubbio del lettore medio è un altro: cosa sto pagando, io, quando tiro fuori dal borsello quei sette, dieci, venti euro per portarmi a casa un libro?</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-26"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Siamo qui a svelarvi l’arcano.<br />
Grosso modo il prezzo di copertina si può dividere in settori, a seconda di chi si intasca la percentuale. Questi settori sono:<br />
- tasse (la famigerata IVA)<br />
- spese di tipografia<br />
- spese varie<br />
- percentuale dell’autore<br />
- percentuale del distributore<br />
- percentuale del venditore</p>
<p style="text-align: justify;">Facciamo allora un po’ di conti.<br />
Contrariamente a quello che si potrebbe credere, le spese di stampa non rappresentano la percentuale maggiore. Stampare un libro in tipografia non è operazione eccessivamente costosa, e il prezzo si riduce notevolmente in caso di ristampe. Diciamo grosso modo che 2000 copie di un volumetto tascabile in bianco e nero di 100 pagine (molto esile, dunque) possono costare circa 1000 euro; facendo i conti, più o meno 50 centesimi a copia. Naturalmente non tutti i libri hanno così poche pagine, non tutti sono tascabili e in bianco e nero, ma questo per rendervi un’idea di qual è la cifra base.<br />
In Italia l’industria editoriale beneficia di un regime privilegiato di IVA, che invece del solito 20% è appena il 4% del prezzo di copertina.<br />
Il distributore è di solito quello che prende la fetta maggiore: si può andare dal 30% fino anche a sfiorare il 50%, a seconda delle condizioni stabilite.<br />
Il venditore (libraio o edicolante) prende tra il 20-25% e il 40%, a seconda della sua importanza: chiaramente una libreria nella stazione centrale di una grande capitale pretenderà di più di un oscuro bugigattolo di provincia.<br />
Quanto prende, dunque, un autore? Una percentuale che può andare dal 3% al 10%, a seconda del suo potere contrattuale e delle prospettive di vendita; raramente si supera il 10%, nel caso di sicuri best-seller. Una miseria?<br />
Tenete conto che, sottratte tutte queste percentuali, il resto va all’editore, ma serve a pagare le spese di affitto, consumi, spese varie, eventuali stipendi di dipendenti (non degli stagisti forniti dai master, naturalmente&#8230;) e infine a pagarsi il suo proprio stipendio.</p>
<p style="text-align: justify;">Facciamo allora un’ipotesi.<br />
Mario Frustilli, “La mia vita con le tartarughe”, Edizioni Il Polipo, collana “Le Pappine”.<br />
Si tratta di un tascabile di 150 pagine, dal prezzo di 10 euro, di autore poco conosciuto.<br />
Di questi 10 euro abbiamo:<br />
- 0,75 euro al tipografo<br />
- 0,25 euro di IVA (4%)<br />
- 3 euro al distributore (30%)<br />
- 2 euro al venditore (20%)<br />
- 0,30 euro all’autore (3%)<br />
- 3,7 euro all’editore, con cui coprire le spese e ricavare un guadagno</p>
<p style="text-align: justify;">Poniamo che la tiratura sia di 1000 copie. All’editore stamparlo costerà 750 euro più le spese eventuali. L’autore &#8211; casomai si dovesse esaurire la tiratura &#8211; guadagnerà 300 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa ricaviamo da tutti questi conti? Diverse riflessioni.<br />
Innanzitutto, si capisce come mai sia così difficile, almeno nel nostro paese, vivere di scrittura. Divertitevi a fare questo calcolo con le percentuali di vendita dei maggiori autori, e vedrete che solo pochi fra loro guadagnano cifre tali non dico da diventare ricchi, ma proprio da mantenersi.<br />
In secondo luogo, si comprende come anche l’editore non è che ci guadagni granché, a meno che non faccia un volume altissimo di vendite. E diventa forse più comprensibile il motivo per cui tanti piccoli editori chiedono un contributo spese all’autore esordiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma a questo proposito, state attenti. Adesso che conoscete le cifre: se vi chiedono 3000 euro per stampare 500 copie della vostra raccolta di poesie di 16 pagine, ecco&#8230; pensateci bene.</p>
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