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	<title>Il Refuso - il blog delle Edizioni Trabant &#187; il mestiere del libro</title>
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	<description>il blog delle Edizioni Trabant</description>
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		<title>Percentuale dell&#8217;autore: è troppo bassa?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 06:53:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Donativi</dc:creator>
				<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[percentuale autore]]></category>
		<category><![CDATA[prezzo di copertina]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella dell'industria editoriale è una filiera. Questo significa che gli attori in gioco sono molteplici, e il processo che porta dall'idea di un libro fino a un prodotto nelle mani di un lettore coinvolge spesso un ingente numero di persone e professionalità. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://i521.photobucket.com/albums/w335/edizionitrabant/sedia.jpg" alt="ufficio" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="big">U</span>no dei post più letti di questo blog è quello sul <a title="Prezzo di copertina: istruzioni per l'uso" href="http://www.edizionitrabant.it/ilrefuso/prezzo-di-copertina-istruzioni-per-l%e2%80%99uso/" target="_blank">prezzo di copertina dei libri</a>. Va da sé che è un po&#8217; vecchio e oggi preciserei meglio alcune delle cifre riportate. Una delle poche che non ha bisogno di correzione è però quella sulla percentuale che percepisce l&#8217;autore: in genere tra il 3% e il 10%, raramente di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene. Un lettore tempo fa ha lasciato il seguente commento, che ci piace riportare per intero:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">come è possibile che l’autore del libro, cioè colui che da’ vita a tutte le struttre professionali “al di sopra” di lui e al mercato che ne deriva, venga pagato così poco?? è ridicolo.<br />
In questo mondo le idee non contano nulla e non vengono adeguatamente difese, retribuite e riconosciute, dove per “riconosciute” intendo anche la vera e propria riconoscenza. E’ facile vivere sulle idee degli altri, non essendo in grado di strutturare le proprie di idee.. quand’anche si riuscisse ad avere delle idee.<br />
L’autore dovrebbe avere il 50% degli incassi. E non si dovrebbe discutere su questo, soprattutto oggi, nel mondo del digitale, del copia-incolla replicabile e dell’autopromozione semplice ed efficacie grazie ad internet e al socialnetworking.<br />
Siamo matti, non ne sapevo nulla.<br />
E’ come se un calciatore venisse pagato come il massaggiatore che lo tiene in forma.. o meno del cronista sportivo che ne elogia un exploit in campo, comodamente seduto in tribuna.<br />
Ci sono lavori e realtà imprenditoriali che, se non fosse grazie all’artista e al fuoriclasse, non esisterebbero. Quasi tutte, praticamente.<br />
Smettiamo di scrivere, è meglio.</p>
<p>Commento firmato</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Queste parole mi hanno colpito e dato da pensare. Sarebbe interessante dare vita a un dibattito pubblico sull&#8217;argomento: gli autori percepiscono una percentuale troppo bassa sul prezzo di copertina?</p>
<p style="text-align: justify;">Vi dirò la mia. Sia chiaro che non vuole essere né una difesa della mia casa editrice – che almeno per il momento non ha in catalogo opere di autori viventi – né della categoria – verso la quale spesso e volentieri non sono tenero. Tuttavia, pur rispettando il punto di vista del nostro lettore, non sono d&#8217;accordo con lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella dell&#8217;industria editoriale è una filiera. Questo significa che gli attori in gioco sono molteplici, e il processo che porta dall&#8217;idea di un libro fino a un prodotto nelle mani di un lettore coinvolge spesso un ingente numero di persone e professionalità. Non esiste soltanto l&#8217;Autore, il quale, forte della sua Autorialità, partorisce in solitudine il Capolavoro e poi quello se ne va camminando per il mondo come un Golem dopo il soffio vitale. Tra la pagina scritta e il lettore c&#8217;è tutto un mondo di editor, correttori di bozze, tipografi, addetti stampa, rappresentanti di vendita, librai, commessi di libreria. Io includerei pure i fattorini dei servizi di spedizione. Ogni libro è, quale più quale meno, frutto di un lavoro di squadra, senza il quale semplicemente il libro non esisterebbe. Ed è questo che distingue il capolavoro nel cassetto dal capolavoro sullo scaffale.</p>
<p style="text-align: justify;">La percentuale che non va all&#8217;autore non viene intascata da un unico soggetto, ma divisa in parti variabili fra tutti questi. L&#8217;editore, il tipografo, il distributore, il libraio utilizzano la propria percentuale per pagare l&#8217;affitto dei locali, lo stipendio dei dipendenti, i costi di gestione, le spese di stampa, di spedizione, di promozione, le innumerevoli tasse. Alla fin della fiera, ciò che ognuno di loro riesce a ricavare dal singolo titolo sono le briciole. Immaginare invece l&#8217;editore come il cattivo di una storia dickensiana, il quale sta nell&#8217;ombra vestito di cilindro e bastone e sghignazza al pensiero di quant&#8217;è facile arricchirsi stando “comodamente seduto in poltrona” e “vivendo delle idee altrui”; ecco, non è soltanto una semplificazione ingenerosa: vuol dire mancare il punto della questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho l&#8217;impressione che troppo spesso i non addetti ai lavori abbiano una visione poco chiara di qual è il ruolo della casa editrice. Purtroppo, ciò è anche dovuto alla cattiva pubblicità fatta alla categoria da tanti <em>cattivi</em> editori. Se il nostro amico ha una concezione di una redazione editoriale che si riassume nell&#8217;espressione “copia e incolla”, non se ne può fare una colpa a lui, quanto piuttosto a tanti di noi che troppe volte hanno dimostrato di fare soltanto copia e incolla. Ecco spiegato il perché oggi, nell&#8217;era del digitale, si possa essere convinti che sia tutto facile, l&#8217;autopromozione sia <em>semplice ed efficace grazie al socialnetworking</em>; e quindi di editori se ne possa fare a meno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma un redattore – uno serio, e tanti ce ne sono – sa bene quanta fatica costa produrre un libro pur senza averlo scritto. Quante ore spese a limare, correggere, trascrivere; ripassare il testo palmo a palmo, cercare di individuare ogni minima falla. Poi impaginare, questa sublime tortura in cui tutto deve essere calibrato al millimetro e così facilmente sfuggono agli occhi imperfezioni che invece al lettore non sfuggiranno. E lambiccarsi il cervello giorni e giorni per ideare una copertina, una quarta di copertina, un sottotitolo. I tipografi sanno che non è semplice confezionare un buon volume, i promotori sanno che è arduo farlo conoscere alla gente. Per non parlare dei librai, troppo spesso costretti a sentirsi come della gente che cerca di vendere frigoriferi agli esquimesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è facile insomma fare il massaggiatore, per adoperare la stessa metafora calcistica; certamente non ci si arricchisce e, soprattutto, il proprio lavoro difficilmente sarà ripagato da un titolo in prima pagina. Ma se un giorno per caso i massaggiatori decidessero di fare sciopero, i calciatori piagnucolerebbero per il campo in preda ai crampi.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora direi che – è vero – ci sono lavori e realtà imprenditoriali che non esisterebbero senza l&#8217;artista o il fuoriclasse. Ma ci sono artisti o fuoriclasse che non esisterebbero senza lavori e realtà imprenditoriali.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo dare il 50% del prezzo di copertina all&#8217;autore? Bene. Dovremo però fare una scelta. Decidere se preferiamo pagare 50 euro per un tascabile di 96 pagine, o continuare a pagarlo come prima e vedere aumentare in maniera esponenziale il già alto numero di precari sottostipendiati che affollano la filiera editoriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse sbaglio, chi lo sa. Forse pecco di ingenuità, o mi sono lasciato trasportare dalla difesa della categoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma per quello che mi riguarda, la prossima volta che andrò allo stadio presterò meno attenzione al divo capelluto che sgambetta in area, e preferirò osservare il cinquantenne calvo in tuta accovacciato accanto alla panchina. E penserò: <em>io e te abbiamo qualcosa in comune, amico. Dopo la partita ti offro una birra. Alla salute di tutti noi massaggiatori.</em></p>
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		<title>Il Rapporto sulla stato dell&#8217;editoria in Italia nel 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 09:37:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cavedagna</dc:creator>
				<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[aie]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[mercato editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto sullo stato dell'editoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ogni anno, l'AIE (Associazione Italiana Editori) ha pubblicato il rapporto sullo stato dell'editoria italiana. Ecco la sintesi del rapporto riguardante il 2010.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="big">C</span>ome ogni anno, l&#8217;AIE (Associazione Italiana Editori) ha pubblicato il rapporto sullo stato dell&#8217;editoria italiana. Ecco la sintesi del rapporto riguardante il 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Rispetto a un calo generalizzato dei consumi culturali il mercato editoriale librario registra luci e ombre rispetto all&#8217;anno precedente: è questo quanto emerge dai principali indicatori, che nel 2009 harmo evidenziato una diminuzione del giro d&#8217;affari (-4,3%) e della produzione di titoli (-0,5%) ma al tempo stesso una crescita del fatturato nei canali trade (+3,5%) e un ulteriore aumento della lettura di libri (+1,1%). Ciò che si è consohdato è il nuovo fenomeno degli e-book che, secondo le stime, valeva nel 2009 lo 0,03% del mercato complessivo (l,lmihoni di euro) ma che già a Natale 2010 raggiungerà la quota dello 0,1% sul totale (3,4milioni di euro).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3,4 miliardi di euro il fatturato complessivo del mercato -</strong> Per il secondo armo consecutivo cala il fatturato complessivo, attestandosi sui 3,4 miliardi di euro, con una flessione del 4,3% rispetto al 2008. Ciononostante, continua a far bene il segmento dei libri per ragazzi, che registra un giro d&#8217;affari di 155,6 milioni di euro nei canali trade e via aumento del 4% (mezzo punto in più rispetto alla varia, che registra un +3,5%). Cala invece il mercato scolastico e di adozione fino a raggiungere i 667 milioni di euro (-1,4%).<br />
<strong> Canali di vendita: cresce il trade (+3,5%), con in testa la libreria tradizionale (+2,5%) e le librerie on line (+13,9%) -</strong> Bene il canale trade (libreria, Grande distribuzione organizzata &#8211; GdO -, librerie on line, edicola) che cresce nel 2009 del 3,5% (rispetto all&#8217;1,1% del 2008). Toma a crescere dopo una leggera flessione la libreria, che continua ad essere il canale d&#8217;acquisto privilegiato, valendo 1,1 milardi di euro di giro d&#8217;affari e crescendo del 2,5%; ma è quella di catena a mostrare la performance migliore (+4,6%) rispetto a quella a conduzione familiare (+0,6%). La GdO cresce del 3,8% mentre l&#8217;edicola conferma i recenti miglioramenti dovuti soprattutto al rinnovamento del canale con la formula del ranchising (+2,6%). Cresce inoltre la vendita in occasioni di fiere del libro ma sono le librerie on line quelle che all&#8217;interno del trade registrano la crescita maggiore (+13,9%, 101 milioni di euro). La diminuzione del giro d&#8217;affari complessivo è dovuta in parte anche alle performance minori degli altri canali di vendita: in primo luogo il rateale, che registra un -20,4% rispetto al 2008 ed è pari a 213,4milioni di euro. Ma ancora più evidente è il crollo dei collezionabili (-31,4%) che oggi valgono 161,1 milioni di euro a conferma di un&#8217;ormai raggiunta maturità del prodotto.<br />
<strong> Lettori (di almeno un libro in un anno) in leggero aumento: nel 2009 sono 25milioni. 800mila in più dell&#8217;anno precedente -</strong> Nel 2009 i lettori di almeno un libro non scolastico nei dodici mesi precedenti sono saliti al 45,1% (+1,1% sul 2008) della popolazione con più di 6 armi di età: quasi 800mila persone in più dell&#8217;armo precedente. La composizione dei lettori rimane però sempre la stessa:<br />
■	Poco meno della metà (il 44,9%) legge fino a tre libri all&#8217;armo;<br />
■	Solo il 15,2% ne legge uno al mese (in aumento di 2 punti percentuali rispetto al 2008);<br />
■	Le fasce infantili e giovanili di popolazione sono quelle composte dai lettori più forti rispetto alla media, fatto che dimostra come il forte incremento nei tassi di utilizzo delle nuove tecnologie non sia avvenuto a scapito della lettura. Dichiara infatti di leggere almeno vin libro non scolastico il 51,6% dei bambini tra i 6-10 armi, il 64,7% di quelli 11-14 anni (ben 20 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale); il 57% dei 15-19eimi.<br />
■	Un&#8217;ulteriore curiosità: le dorme leggono ancora di più. Nel 1995 la differenza tra uomini (34,2%) e donne (38,2%) era di 4 punti percentuali. Quattordici armi dopo questa distanza è salita a 8 punti percentuali (43,6% contro il 51,6%).<br />
<strong> Produzione: oltre 58 mila i titoli (per il 64,3% novità), 213 milioni le copie &#8211; </strong>Nel 2008 &#8211; ultimo anno di cui si hanno dati definitivi sulla produzione &#8211; sono stati pubblicati 58.829 titoli, compresi quelli destinati all&#8217;adozione scolastica (4.991) e i libri per bambini e ragazzi (4.071). Il 64,3% sono novità (erano il 62% nel 2007). Per il secondo anno consecutivo si registra un calo nella produzione di titoli (pari allo 0,5%) che, sommandosi all&#8217;armo precedente, porta ad un saldo negativo di 2.600 opere in due armi, mentre la tiratura media è di 3.600 copie per titolo, con una diminuzione di circa 200 unità rispetto all&#8217;armo precedente. L&#8217;andamento negativo della produzione riguarda tutti i settori editoriali: dai libri per bambini (-1,8% a titoli, -13,7% a copie) alla varia adulti (-13,7% a titoli e -9,8% a copie) sino al settore educativo scolastico (+1,2% nei titoli ma -5% a copie), quest&#8217;ultimo in calo probabilmente per l&#8217;accentuarsi dell&#8217;effetto della riforma scolastica. Inoltre alcuni fenomeni si confermano di armo in anno: il calo delle opere di reference (da 874 titoli e 4,7milioni di copie nel 2000 si è passati ai 458 titoli e l,9 milioni di copie nel 2008) e l&#8217;aumento delle opere di attualità (+15,3% a copie, +95,4% a volume). Le case editrici attive in Italia e che hanno una presenza diffusa e stabile in tutte le librerie del territorio nazionale sono circa 1.600 (sono invece 7.009 le case editrici, anche con un solo titolo, attive); gli addetti della filiera sono circa 36mila.<br />
<strong> Traduzioni e vendita di diritti all&#8217;estero: aumenta la cessione di titoli italiani, diminuiscono le traduzioni. L&#8217;export cresce del 2,2% -</strong> Continua il trend positivo che vede ridursi progressivamente il peso delle opere di autori stranieri sul totale della produzione libraria: nel 2008 i titoli tradotti erano 10.046, corrispondenti al 20,1% del totale di quelli pubblicati (nel 1997 erano il 24,9%); le copie stampate e distribuite non di autori italiani erano pari al 36,7% (nel 1997 erano il 40,3%). Tra i libri per ragazzi l&#8217;incidenza dei libri stranieri diminuisce dal 51,3% del 2008 al 44,2% del 2009. Un segnale positivo è dato inoltre dalle coedizioni, che negli ultimi armi coinvolgono sempre più anche enti non propriamente editoriali (musei, fondazioni, ecc.) e segnano un raddoppio dei titoli pubblicati in dieci anni, arrivando a rappresentare l’1,2% del totale dei titoli pubblicati. Sempre nel 2008, sul totale delle novità di autori italiani pubblicate (39.721), il 9,6% è stato venduto all&#8217;estero, la percentuale più alta dal 2001 e in continua crescita. L&#8217;export del libro italiano cresce complessivamente del 2,2% sul 2008 per un valore di 42milioni euro. Segnali positivi che ben testimoniano la migliore capacità degli editori italiani di vendere i loro titoli all&#8217;estero e di stare sui mercati internazionali.<br />
<strong> Il mercato digitale vale 364 milioni di euro, il 10,7% di quello complessivo. Mentre gli e-book valgono lo 0,03% -</strong> La stima del mercato digitale italiano corrisponde a 364milioni di euro e comprende il segmento Cd-rom e dvd (264,5mihoni), banche dati e servizi internet (97milioni), audiolibri (0,7milioni), e-book (1,1 milioni di euro). I titoli di libri elettronici pubblicati nel solo 2009 sono stati 685, per un totale di 2.257 opere disponibili sul mercato [Fonte: IE, Informazioni Editoriali] I dati provvisori dell&#8217;armo 2010 (aggiornati a settembre 2010) mostrano ima produzione pari a 945 titoli in soli 9 mesi, raggiungendo così un totale di 3.202 titoli elettronici pubblicati nel nostro Paese.<br />
L&#8217;ingresso nel segmento di importanti attori editoriali in termini di offerta di contenuti e servizi fa stimare ima crescita dell&#8217;intero mercato dell&#8217;e-book che potrebbe arrivare a coprire per il Natale 2010 lo 0,1% del mercato complessivo (3,440 milioni di euro).<br />
<strong> E i primi mesi del 2010? Positivi: +2,1% complessivamente nei canali trade -</strong> I dati &#8211; riferiti ai canali trade (librerie, GdO, vendite on-line) &#8211; mostrano un andamento ancora positivo del mercato: +2,1% a valore sul corrispondente periodo dell&#8217;armo precedente (primo semestre). Le librerie on-line fanno segnare un +24,5% rispetto al giugno 2009 e le librerie di catena (anche per un loro oggettivo aumento numerico) un +6,3%. Solo le librerie a conduzione familiare confermano, in questa prima parte dell&#8217;armo, le difficoltà anche a mantenere la loro quota di mercato facendo segnare un -2,2% sul giugno 2009.<br />
I primi sei mesi dei 2010 sono caratterizzati inoltre da una generalizzata attenzione verso le nuove opportunità che si vanno profilando &#8211; anche sul mercato italiano &#8211; per l&#8217;e-book e dai cambiamenti tecnologici in atto nel settore media, con l&#8217;esplosione di diverse piattaforme per la fixiizione dei contenuti digitali. In questo processo si collocano &#8211; oltre alle librerie on line (ma anche Mondadori) che hanno creato all&#8217;interno dei loro siti uno &#8220;store&#8221; per la vendita di e-book &#8211; la costituzione di Edigita (Editoria Digitale Italiana, nato dallo sforzo comune di Feltrinelli, Messaggerie Italiane con GeMS e RCS libri) oppure l&#8217;ingresso di Giunti in Simplicissimus.<br />
Accanto a questo assistiamo inoltre al contemporaneo rinforzarsi delle aziende sul retail tradizionale: l&#8217;annuncio da parte di Librerie Feltrinelli di avviare entro il 2010 un proprio progetto di franchising costituisce &#8211; assieme ai corner libri nei grandi magazzini con insegna Upim &#8211; il caso più emblematico di un percorso, avviato ormai più di un decennio fa, di generale riorganizzazione della filiera distributiva del libro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a title="Andamento del mercato editoriale a prezzi di copertina" href="http://www.edizionitrabant.it/immagini/Andamento mercato editoriale.png" rel="shadowbox[sbpost-1281];player=img;"><img src="http://www.edizionitrabant.it/immagini/Andamento mercato editoriale.png" alt="" width="350px" height="308px" /></a></p>
<p style="text-align: center;">[ clicca sull'immagine per ingrandirla ]</p>
</blockquote>
<p><span style="color: #333333;"><em>Fonte: <a href="http://www.aie.it/LinkClick.aspx?fileticket=v5KGXL4WXPQ%3d&amp;tabid=475" target="_blank">AIE</a></em></span></p>
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		<title>Print on demand o distribuzione in libreria? La nostra esperienza</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 08:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Donativi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate Trabant]]></category>
		<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[distribuzione libri]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[ilmiolibro]]></category>
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		<description><![CDATA[Lulu.com, Ilmiolibro del gruppo L'Espresso e altri ancora: ormai nascono come funghi servizi che permettono a chiunque di stampare e vendere libri attraverso internet. È questo il futuro? Il Print on Demand soppianterà la vendita in libreria? Noi vi raccontiamo la nostra esperienza. E non dal punto di vista dell'autore, ma di quella dell'editore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="big">L</span>ulu.com, Ilmiolibro del gruppo L&#8217;Espresso e altri ancora: ormai nascono come funghi servizi che permettono a chiunque di stampare e vendere libri attraverso internet. È questo il futuro? Il Print on Demand soppianterà la vendita in libreria? Noi vi raccontiamo la nostra esperienza. E non dal punto di vista dell&#8217;autore, ma da quello dell&#8217;editore.</p>
<h3>Il progetto</h3>
<p style="text-align: justify;">Chi ci segue saprà che le Edizioni Trabant sono nate nel 2007 con lo scopo di diffondere opere letterarie del passato in formato digitale.</p>
<p style="text-align: justify;">Successivamente è sorta l&#8217;idea di sviluppare il progetto fino a renderlo una vera e propria casa editrice, che si occupasse dunque anche del formato cartaceo. Le modalità esatte erano ancora da definire, ma sapevamo che uno sarebbe stato il punto fermo: sperimentare nel settore editoriale le innovazioni offerte dalla nuova tecnologia, così come già fatto con il formato digitale.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo contesto è venuta l&#8217;idea di sfruttare per la stampa e la distribuzione il <strong>Print On Demand</strong>, nello specifico quello offerto da <strong>Lulu.com</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea era semplice ma suggestiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Solitamente il Print On Demand è utilizzato da autori che si autoproducono aggirando – per convinzione o per impossibilità – il filtro di una tradizionale casa editrice. È il cosiddetto <strong>self-publishing</strong>: io autore divento l&#8217;editore di me stesso, e quindi – aggiungiamo noi – anche l&#8217;editor, il correttore di bozze, il grafico e l&#8217;addetto stampa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cosa sarebbe accaduto se il Print On Demand fosse stato utilizzato non da un autore, ma da un editore? Una casa editrice che adotta stabilmente il POD come sistema di stampa e distribuzione, apportando però, a differenza dei self publishers, tutta la sua esperienza in materia di redazione e grafica; e allo stesso tempo sfruttando i vantaggi che il POD presenta, su tutti il contenimento dei costi di gestione. Una casa editrice senza magazzino, senza distributore. Come dire un&#8217;automobile che non ha le ruote, e viaggia lo stesso. Come dire una Trabant, per l&#8217;appunto.</p>
<h3>Dalla teoria alla pratica</h3>
<p style="text-align: justify;">È con questo spirito che, dopo una lunga gestazione, nell&#8217;ottobre 2009 abbiamo inaugurato la nuova fase delle Edizioni Trabant, caratterizzata dalla compresenza del formato digitale (gratuito) e del formato cartaceo (a pagamento, tramite POD).</p>
<p style="text-align: justify;">Subito ci siamo resi conto di un fatto. La vendita tramite il Print On Demand stentava a decollare. Questo si sarebbe potuto facilmente attribuire al fatto di essere un&#8217;azienda giovane, o più semplicemente allo scarso successo dell&#8217;iniziativa. E invece no. Se le copie vendute tramite Lulu.com scarseggiavano, incominciavano ad arrivare numerose richieste da parte di librerie, bookstore online o privati. Senza esagerare, ci sono alcune librerie che ci hanno letteralmente fatto la corte per settimane, per avere copie dei nostri libri.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver respinto a malincuore alcuni ordini per il semplice fatto di non disporre di copie da vendere, abbiamo deciso di mutare parzialmente il nostro intento iniziale, e affiancare alla vendita tramite POD una forma più tradizionale di distribuzione, con la stampa preventiva di copie da tenere in magazzino. D&#8217;altra parte, come diceva Mao: <em>non importa di che colore è il gatto, l&#8217;importante è che acchiappi il topo</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Una forma <em>più </em>tradizionale, non interamente tale. Perché anche in questo caso ci siamo affidati a un servizio di stampa digitale su piccole tirature. Dunque una scelta in ogni caso innovativa e anticonformista, dagli indubbi vantaggi relativi al rischio finanziario, ai capitali di investimento richiesto e ai tempi di recupero della cifra investita. Una scelta che alla lunga si è rivelata vincente.</p>
<h3>Print On Demand contro distribuzione in libreria: un primo bilancio</h3>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" title="Statistiche vendita" src="http://www.edizionitrabant.it/immagini/statistichevendita.jpg" alt="Statistiche" width="590" height="235" /></p>
<p style="text-align: center; font-size: 12px;">[ <a title="Statistiche vendita" href="http://www.edizionitrabant.it/immagini/statistichevendita.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1170];player=img;" target="_blank">clicca qui</a> per vedere il grafico a grandi dimensioni ]</p>
<p style="text-align: justify;">Il grafico che riportiamo confronta le vendite tramite POD e tramite libreria delle Edizioni Trabant negli ultimi mesi. Anche a uno sguardo superficiale, è evidente quale dei due canali abbia la prevalenza. Infatti, nonostante il POD sembri in leggera ma costante crescita, la distribuzione in libreria ha avuto decisamente la meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Come interpretare questo dato? Ci sono vari livelli di lettura.</p>
<p style="text-align: justify;">1) <span style="text-decoration: underline;">IN ITALIA L&#8217;<strong>E-COMMERCE</strong> STENTA ANCORA AD AFFERMARSI</span>.<br />
Nonostante lievi miglioramenti, permane tuttora in larghe fasce della popolazione una certa diffidenza nei confronti degli acquisti online, così come spesso una mancanza degli strumenti adeguati (l&#8217;iscrizione a un servizio di <strong>home banking</strong>, il possesso di una <strong>carta prepagata</strong> o di un conto <strong>PayPal</strong> etc.).<br />
A questo va aggiunto il caso specifico delle opere di cui parliamo: trattati di storia, per lo più scritti in un linguaggio ottocentesco che richiede un certo allenamento, quindi libri di nicchia con un pubblico dall&#8217;età media abbastanza elevata (non ce ne vogliano i nostri giovani lettori). Un italiano di mezza età ha se possibile difficoltà ancora maggiori con l&#8217;e-commerce rispetto ai più giovani: può sembrare un pregiudizio, ma ne abbiamo avuto più volte conferma dal colloquio diretto con i lettori.</p>
<p style="text-align: justify;">2) <span style="text-decoration: underline;">IL <strong>PRINT ON DEMAND</strong> PRESENTA ALCUNI SVANTAGGI PER IL LETTORE</span>.<br />
I servizi di POD, pur con tutte le nuove possibilità che offrono, sono più o meno tutti caratterizzati da alcuni risvolti negativi in materia di costi. Non soltanto il libro ha un prezzo di copertina leggermente più alto – a causa dei costi maggiori nella produzione di un singolo esemplare –  ma sul lettore gravano anche le <strong>spese di spedizione</strong>. Queste oltretutto sono elevate e seguono spesso una logica diametralmente opposta a quella degli altri bookstore online, per cui chi ordina non usufruisce, come si aspetterebbe, di uno sconto sulla spedizione quante più copie richiede.</p>
<p style="text-align: justify;">È questo uno dei motivi per cui abbiamo rinunciato, come ci sarebbe piaciuto, ad offrire al lettore la possibilità di ordinare la versione a copertina morbida o rigida della stessa opera: il cartonato avrebbe avuto un costo di spedizione quasi pari al prezzo di copertina.</p>
<p style="text-align: justify;">È il motivo, ancora, per cui dopo un paio di mesi abbiamo deciso di abbassare il prezzo di copertina delle opere (cfr. <a title="Le Edizioni Trabant abbassano il prezzo di copertina" href="http://www.edizionitrabant.it/ilrefuso/le-edizioni-trabant-abbassano-il-prezzo-di-copertina/" target="_blank">Le Edizioni Trabant abbassano il prezzo di copertina</a> ), rinunciando a una parte di introiti per non penalizzare eccessivamente il lettore.<br />
Sono problemi oggettivi, una parte dei quali diretta conseguenza di questa modalità di stampa e distribuzione. Tuttavia, potrebbero in parte attenuarsi con un po&#8217; di buona volontà da parte dei gestori di questi servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">3) <span style="text-decoration: underline;">IL LETTORE NUTRE ANCORA DIFFIDENZA VERSO IL <strong>PRINT ON DEMAND</strong></span>.<br />
Checché se ne dica, il POD non gode ancora di una buona fama, almeno non presso i “lettori forti”. Parte è dovuta al legame difficile a dissolvere tra il Print on Demand e il Self Publishing: il concetto di POD è istintivamente collegato a quello di dilettantismo, quindi scarsa cura redazionale, grafica improvvisata, e questo nonostante i numerosi esempi contrari.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, è il concetto stesso di <strong>stampa digitale</strong> a suscitare diffidenza. Ci è capitato diverse volte di sentire il seguente commento: “ma allora è un libro vero!”. Ancora non ho capito cosa ci si aspettava che fosse se non un libro&#8230; Invece la stampa digitale ha fatto passi da gigante negli ultimi tempi e, come mi raccontava un libraio, se anni prima era in grado di distinguere ad occhio nudo una stampa digitale da una tradizionale in offset, oggi è più difficile. Poi d&#8217;accordo, non ci nascondiamo dietro un dito: un volume cucito e rilegato in pelle su carta pregiata con intarsi in oro è un oggetto meraviglioso; ma in un mondo in cui persino i Meridiani Mondadori sono  fresati e incollati, davvero chi è senza peccato scagli la prima pietra.</p>
<p style="text-align: justify;">4) <span style="text-decoration: underline;">L&#8217;IDEA È ANCORA TROPPO INNOVATIVA</span>.<br />
Molto più semplicemente, una casa editrice che adotta il Print On Demand è ancora troppo nuova per essere del tutto compresa. L&#8217;idea che una casa editrice non abbia un magazzino con copie delle proprie opere disponibili per la vendita è troppo bizzarra; perdura il concetto che l&#8217;opera possa essere ordinata direttamente al produttore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato di questi elementi, variamente combinati tra loro, è che il lettore medio preferisce ancora affidarsi al sistema tradizionale: quando cerca un libro, si reca in libreria e ne ordina una copia con l&#8217;intermediazione del negozio al dettaglio. Probabilmente non si accorgerà, alla fine, che il prodotto che riceve è comunque una stampa digitale prodotta attraverso una forma solo leggermente diversa di Print On Demand.</p>
<h3>Quale futuro?</h3>
<p style="text-align: justify;">Per quello che ci riguarda continueremo su questa strada, combinando a seconda delle circostanze differenti modalità di stampa e distribuzione. I dati ci dicono che il Print On Demand è in crescita, l&#8217;intuito suggerisce che l&#8217;e-commerce si andrà sempre più diffondendo. Dall&#8217;altro lato i buoni risultati ottenuti con la distribuzione tradizionale incoraggiano a sviluppare anche questo canale, per il quale abbiamo oltretutto sviluppato un modello a suo modo innovativo e “sostenibile”. E chi lo sa che un giorno non arriveremo anche a una presenza più capillare nelle librerie.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza, il futuro sembra riservare la coesistenza di più canali di vendita, permettendo all&#8217;editore e al lettore di scegliere di volta in volta quello che ritiene più conforme alle sue esigenze.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, con la consueta voglia di trasparenza, vi terremo informati degli sviluppi. Siamo sempre stati convinti che “<em>un&#8217;altra editoria è possibile</em>”. Si tratterà in futuro di illustrarvi in che modo e con quali risultati.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla prossima.</p>
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		<title>Il Premio Strega e la vittoria di Antonio Pennacchi</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 05:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cavedagna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[angiola codacci pisanelli]]></category>
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		<description><![CDATA[Giochi di potere, rapporto di forze industriali, pacchetti di voti: il Premio Strega non è un semplice premio letterario nel quale vengono proposti dei titoli e la giura dichiara un vincitore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" title="torta" src="http://i521.photobucket.com/albums/w335/edizionitrabant/torta.jpg" alt="torta" width="580" height="265" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="big">G</span>iochi di potere, rapporto di forze industriali, pacchetti di voti: il <strong>Premio Strega</strong> non è un semplice premio letterario nel quale vengono proposti dei titoli e la giura dichiara un vincitore.</p>
<p style="text-align: justify;">A tal proposito vogliamo segnalare un interessante articolo di <strong>Angiola Codacci Pisanelli</strong> apparso su <a href="http://espresso.repubblica.it/" target="_blank">L&#8217;Espresso</a> nella giornata di ieri (chi ci segue su <a title="@edizionitrabant" href="http://twitter.com/edizionitrabant" target="_blank">Twitter</a> l&#8217;avrà probabilmente già letto).</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Antonio Pennacchi ha vinto il Premio Strega. È una notizia? Non dovrebbe esserlo.<br />
1. Pennacchi è un autore con un curriculum solido, e la caratteristica dello Strega è di essere più un premio alla carriera che al romanzo. Come tutti sanno e ripetono, nel palmares del premio ci sono tutti i maggiori autori italiani, ma mai loro romanzi migliori. 2. &#8220;Canale Mussolini&#8221;, oltretutto, è un buon romanzo. Ben costruito, ben scritto, racconta la saga di una famiglia trapiantata dal Nord alle Paludi Pontine, e lo fa in un modo che può piacere sia agli addetti ai lavori che ai lettori &#8220;veri&#8221;&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="L'Espresso - Perché ha vinto Penancchi" href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/perche-ha-vinto-pennacchi/2130170/9" target="_blank">Continua a leggere l&#8217;articolo originale&#8230;</a></p>
</blockquote>
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		<title>Abolizione delle tariffe agevolate: protesta l&#8217;Associazione Editori</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 09:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cavedagna</dc:creator>
				<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
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		<description><![CDATA[Non sono mancate il questi giorni le reazioni alla notizia dell'improvvisa e discutibile abolizione delle tariffe agevolate per le spedizioni: da iniziative dal basso come i gruppi su Facebook, a una petizione online, dall'indignazione dell'Aie, alla nota dei sindacati confederali di categoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="big">N</span>on sono mancate in questi giorni le reazioni alla <a href="http://www.edizionitrabant.it/ilrefuso/il-governo-abolisce-le-tariffe-agevolate-per-la-spedizione-di-libri/" target="_blank">notizia</a> dell&#8217;improvvisa e discutibile abolizione delle tariffe agevolate per le spedizioni: da iniziative dal basso come i gruppi su Facebook, a una <a href="http://www.petizionionline.it/petizione/ridateci-le-tariffe-postali-agevolate-per-linvio-di-libri/1017" target="_blank">petizione online</a>, dall&#8217;indignazione dell&#8217;Associazione Italiana Editori, alla nota dei sindacati confederali di categoria.</p>
<h3 style="text-align: justify;">AIE e Sindacati</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marco Polillo</strong>, presidente dell&#8217;<strong>AIE</strong> (Associazione Italiana Editori) <a href="http://www.aie.it/VIS/VIS_News_Blu.aspx?IDUNI=jemvib554fwuc455ltufzx459511&amp;ModDestId=1041&amp;Skeda=MODIF102-34246-2010.4.1" target="_blank">reagisce duramente</a>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Siamo profondamente indignati per un provvedimento improvviso, non annunciato e che per la sua applicazione immediata sconvolge tutte le pianificazioni commerciali del mondo dell’editoria libraria.</p>
<p style="text-align: justify;">Al di là del merito e delle ragioni dell’iniziativa siamo allibiti del fatto che in nessuna occasione né Poste, né gli organi istituzionali competenti ci abbiano dato la minima indicazione di una decisione imminente e sconvolgente per il nostro settore. Le ricadute saranno pesanti non solo in termini economici per la vita delle case editrici, ma anche per la cultura e l’informazione del paese: il canale postale è infatti uno strumento fondamentale di diffusione dei libri, soprattutto in quelle zone d’Italia non servite da librerie.</p>
<p style="text-align: justify;">Risulta quindi indispensabile un ripristino immediato delle tariffe agevolate e un’apertura del dialogo per l’individuazione di soluzioni sostenibili per tutti i settori interessati</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dello stesso tono è <a href="http://www.lunico.eu/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=21260&amp;Itemid=1" target="_blank">una nota congiunta</a> delle segreterie di <strong>SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL</strong>, i sindacati confederali di categoria:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">In Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto, adottato dal Ministero per lo Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, che a partire dal mese di aprile 2010 abolisce le tariffe postali agevolate per tutta l’editoria libraria, quotidiana e periodica. SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL esprimono la loro contrarietà alla misura che scarica sugli Editori l’onere della differenza tra la tariffa piena e quella agevolata finora a carico dello Stato</p>
<p style="text-align: justify;">Le ricadute economiche del decreto andranno a colpire ulteriormente la filiera della COMUNICAZIONE (carta, stampa editoria) già sconvolta da una fortissima crisi caratterizzata da un calo notevole di fatturati e volumi, all’interno di una trasformazione strutturale del modo di fruire dei vari mezzi e supporti di informazione la cui evoluzione non è ancora prevedibile. E’ l’ennesima iniziativa che penalizza il settore dell’Editoria in assenza di un confronto fra le Parti interessate su un progetto di riforma sempre annunciato e mai realizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL, nell’esprimere la loro preoccupazione per i livelli occupazionali della filiera della Comunicazione già fortemente compromessi, chiedono al Governo e alle Associazioni imprenditoriali di categoria l’apertura immediata di un confronto sul decreto per l’adozione di soluzioni sostenibili per tutti i soggetti interessati e, contestualmente, la costituzione di un tavolo permanente che interessi tutta la filiera della Comunicazione</p>
</blockquote>
<h3 style="text-align: justify;">Prospettive</h3>
<p style="text-align: justify;">Chiaramente <strong>l&#8217;abolizione delle tariffe agevolate si ripercuote sull&#8217;intera filiera</strong> (editori, distributori, librai), ma ricade sull&#8217;elemento meno citato: il lettore. L&#8217;aumento delle spese di spedizione <strong>gonfierà inevitabilmente il prezzo di copertina</strong>, a prescindere che i libri siano venduti in libreria o vengano ordinati online. Nessun componente andrà a perdere, visti anche gli esigui guadagni per singola copia; tutto resterà invariato tranne il prezzo di copertina.</p>
<p style="text-align: justify;">In un Paese dove si legge poco, dove l&#8217;alto costo dei libri è fra le scuse più gettonate per mascherare la mancanza di curiosità e la voglia di arricchimento personale, dove le piccole realtà editoriali, quelle che diversificano il mercato, faticano a terminare l&#8217;anno in pari, questo decreto no, non ci voleva proprio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il libro non è un prodotto come gli altri</strong>: ha un alto valore culturale e sociale e <strong>va salvaguardato</strong>. Le agevolazioni servono, anzi: servivano, proprio a questo, come l&#8217;Iva al 4% e non al 20%.</p>
<p style="text-align: justify;">Povera, povera Patria.</p>
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		<title>Il Governo abolisce le tariffe agevolate per la spedizione di libri</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 09:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Donativi</dc:creator>
				<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
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		<description><![CDATA[Con decreto interministeriale dalla immediata entrata in vigore (che potete leggere qui) i ministri Tremonti e Scajola lo scorso 30 marzo hanno sospeso le tariffe postali agevolate per l'editoria. Spieghiamo la faccenda in due parole. In Italia le Poste forniscono tariffe agevolate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="big">C</span>omplimenti per il <strong>pesce d&#8217;Aprile</strong>. Con decreto interministeriale dalla immediata entrata in vigore (che potete leggere <a href="http://www.infinitoedizioni.it/contenuto.php?tid=955" target="_blank"><strong>qui</strong></a>) i ministri <strong>Tremonti</strong> e <strong>Scajola</strong> lo scorso 30 marzo hanno sospeso le <strong>tariffe postali agevolate per l&#8217;editoria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Spieghiamo la faccenda in due parole. In Italia le Poste forniscono tariffe agevolate per la spedizione di prodotti editoriali. E&#8217; il cosiddetto <strong>piego di libri</strong>, una modalità di cui possono usufruire tutti i cittadini. Le aziende editoriali, in più, beneficiano di un ulteriore sconto.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una misura vitale per il mondo dell&#8217;editoria, che vive di spedizioni. Gli editori ne compiono quotidianamente: spediscono a distributori, librerie, edicole, acquirenti. Spediscono per di più un prodotto che ha un peso considerevole, soprattutto se paragonato al guadagno che frutta. Detto in modi più spicci, se una copia di un libro frutta solo pochi euro a tutti gli attori della catena distributiva (editore, distributore, venditore al dettaglio), nessuno di questi può permettersi di accollarsi un costo di spedizione dell&#8217;ordine di alcuni euro. E questo vale soprattutto per quelle piccole aziende abituate a vivere di piccole spedizioni di poche copie per volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene. Con decorrenza dallo scorso 31 marzo (ma la notizia è stata resa nota solo il 1° aprile) <strong>queste agevolazioni per l&#8217;editoria sono state soppresse, </strong>lasciando in vigore soltanto il normale <strong>piego di libri</strong>. Il che significa che le aziende che trattano prodotti stampati (libri, quotidiani, periodici) pagheranno come minimo il doppio di spese di spedizione rispetto al recente passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motivo? E&#8217; spiegato nel testo stesso del decreto: <strong>mancano i fondi</strong>. Le tariffe agevolate erano sostenute grazie al contributo di denaro pubblico alle Poste. Il <strong>Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze</strong> ha stimato di avere a disposizione per l&#8217;anno 2010 soltanto <strong>50 milioni</strong> di euro da destinare a questi rimborsi, ma le <strong>Poste Italiane Spa </strong>(società ormai privatizzata) ha fatto sapere che tale somma non è sufficiente a coprire le spese previste.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto, fatto. Un blitz notturno e le tariffe agevolate sono state soppresse.</p>
<p style="text-align: justify;">E già. In un&#8217;Italia che detiene il record di sperpero di denaro pubblico non si riescono a trovare dei fondi per sostenere le iniziative culturali. Un sistema politico che ha incentivato con contributi alle famiglie l&#8217;<a href="http://www.tvblog.it/post/13310/passaggio-al-digitale-terrestre-prorogati-gli-incentivi-per-i-decoder" target="_blank"><strong>acquisto di decoder televisivi</strong></a>, adotta adesso un provvedimento la cui più facile conseguenza sarà l&#8217;<strong>aumento del prezzo di copertina dei libri</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica il segnale che questa classe politica lancia al Paese è: “guardate la tv, non leggete libri”.</p>
<p style="text-align: justify;">Complimenti vivissimi per la bella figura, l&#8217;ennesima.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi fosse interessato <a href="http://www.petizionionline.it/petizione/ridateci-le-tariffe-postali-agevolate-per-linvio-di-libri/1017" target="_blank"><strong>qui</strong></a> si può firmare una petizione per il ripristino delle tariffe agevolate.</p>
<p><!-- WSA: context 'ref-secondo' not found --></p>
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		<title>Più libri più liberi, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 10:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cavedagna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Prende il via domani 5 dicembre la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria presso il Palazzo dei Congressi di Roma.  Appuntamento che si rinnova ormai da otto anni, Più Libri Più liberi, questo il nome della fiera organizzata dall'AIE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://i521.photobucket.com/albums/w335/edizionitrabant/plpl.png?t=1259920963" alt="" width="567" height="433" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="big">P</span>rende il via domani 5 dicembre la <strong>Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria</strong> presso il <a title="Come raggiungere il Palazzo dei Congressi" href="http://www.palazzocongressi.it/center.asp?modo=pagina&amp;idpagina=121&amp;idsezione=59" target="_blank">Palazzo dei Congressi</a> di Roma.  Appuntamento che si rinnova ormai da otto anni, <strong>Più Libri Più liberi</strong>, questo il nome della fiera organizzata dall&#8217;<strong>AIE</strong> in collaborazione col Ministero per i Beni e le Attività Culturali, vedrà quest&#8217;anno la pertecipazione di più di 400 piccole e medie case editrice oltre a un programma ricco di incontri, presentazioni e anteprime.</p>
<p><strong>Tema fondamentale</strong> dell&#8217;edizione di quest&#8217;anno non poteva che essere il <strong>digitale</strong>: come ebook e nuove tecnologie potranno cambiare il futuro del mondo editoriale.</p>
<p>La Fiera durerà quattro giorni, da sabato 5 dicembre a martedi 8. Ecco gli orari:</p>
<p><strong>Sabato 5 dicembre</strong> dalle 10 alle 21<br />
<strong>Domenica 6 dicembr</strong>e dalle 10 alle 20<br />
<strong>Lunedì 7 dicembre</strong> dalle 10 alle 21<br />
<strong>Martedì 8 dicembre</strong> dalle 10 alle 20</p>
<p>Il prezzo del biglietto intero è di 6 euro. Per i ragazzi tra i 15 e i 18 anni come per chi ha più di 65 anni il prezzo sarà di 3 euro mentre per chi ha meno di 14 anni l&#8217;ingresso sarà gratuito.</p>
<p>Per ulteriori informazioni potete recarvi sul sito di <a title="Più libri più liberi" href="http://www.piulibripiuliberi.it/" target="_blank"><strong>Più libri più liberi</strong></a>.<br />
<!-- WSA: context 'ref-secondo' not found --></p>
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		<title>10 modi per fare soldi facili con l&#8217;editoria</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Donativi</dc:creator>
				<category><![CDATA[divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[10 modi]]></category>
		<category><![CDATA[autore a proprie spese]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
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		<category><![CDATA[umberto eco]]></category>

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		<description><![CDATA[1. Apro una casa editrice e mi dichiaro disposto a valutare romanzi e racconti inediti. Qualunque cosa venga spedita, la accetto. Dopo una sommaria lettura invio una lettera all'autore, dicendogli che è un'opera interessante e ben scritta come poche; ma purtroppo l'editoria è in crisi e bla bla bla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="10 modi per fare soldi facili con l'editoria" src="http://i521.photobucket.com/albums/w335/edizionitrabant/gatto_e_volpe.jpg?t=1257426267" border="2px" alt="10 modi per fare soldi facili con l'editoria" width="320" height="296" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1.</strong><br />
Apro una <a href="http://www.edizionitrabant.it" target="_blank">casa editrice</a> e mi dichiaro disposto a valutare romanzi e racconti inediti. Qualunque cosa venga spedita, la accetto. Dopo una sommaria lettura invio una lettera all&#8217;autore, dicendogli che è un&#8217;opera interessante e ben scritta come poche; ma purtroppo l&#8217;editoria è in crisi e bla bla bla, quindi saremmo felici di pubblicarla ma solo se lui contribuisse alle spese. Si stila un contratto in cui l&#8217;autore si impegna ad acquistare un certo numero di copie (200? 300?) a un prezzo “scontato”. Lo sconto in realtà è una bufala: non essendoci né distributore né libreria di mezzo, in ogni caso io su quelle copie intasco fino anche l&#8217;80% del prezzo di copertina, e mi bastano non solo a coprire la stampa delle altre (poche) copie da mandare in libreria, ma anche a farmi un bel gruzzolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro è impaginato sommariamente: il testo, senza una vera correzione di bozze, è direttamente copiato nella gabbia con tutti i refusi e i caratteri non uniformati. La copertina, magari, la facciamo scegliere all&#8217;autore, così è più contento.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un anno il libro, mal fatto e mal distribuito, viene ritirato dal catalogo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2.</strong><br />
Variante della 1: quando il libro viene ritirato dal catalogo, contatto nuovamente l&#8217;autore. Mi dichiaro immensamente dispiaciuto che l&#8217;opera non abbia avuto successo e gli propongo di acquistare le copie in esubero; altrimenti verranno mandate al macero. Gli applico il solito sconto e altri soldi arrivano in cassa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3.</strong><br />
Altra variante della 1: in effetti stampo solamente le 200 copie che vendo all&#8217;autore. Per il resto, gli faccio credere di averlo distribuito in libreria. Occhio ché questa variante può essere illegale, se nel contratto è specificata la dimensione della prima tiratura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4.</strong><br />
Questo accadeva nella casa editrice in cui lavorava una mia amica. Inauguro una collana che – mettiamo una volta l&#8217;anno – pubblica una raccolta di racconti di autori esordienti. I 20/30 racconti sono scelti un po&#8217; a caso tra le vagonate di proposte che arrivano. Solita lettera lusinghiera per attrarre l&#8217;aspirante scrittore, ma questa volta non c&#8217;è nessuna richiesta di soldi. L&#8217;opera viene pubblicata davvero a spese dell&#8217;editore. Dov&#8217;è il barbatrucco, allora? Semplice: ogni autore porta con sé almeno 10/15 copie, tra quelle che compra lui per regalarle in giro e quelle che fa comprare ad amici e parenti. 15 copie per 20 autori fanno già 300 copie vendute assicurate. Soliti giochi sulla tiratura ed è fatta&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5.</strong><br />
Consueto appello agli autori esordienti a inviare le loro opere nel cassetto. Esiste solo una condizione: chi vuole sottoporre un romanzo, deve prima necessariamente acquistare un titolo del catalogo dal sito. Un furbata niente male: se tutti quelli che ti mandano un testo comprassero almeno una copia, potresti diventare la Mondadori nel giro di sei mesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6.</strong><br />
Quello che <strong>Umberto Eco</strong> chiamava <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autore_a_proprie_spese" target="_blank">APS (Autore a Proprie Spese)</a><span style="color: #333333;"><sup>W</sup></span>, è molto spesso piuttosto un EPS (Ente a Proprie Spese). Divento cioè un editore specializzato nel pubblicare volumi su finanziamento di enti, università, fondazioni etc. Detto in poche parole, la Fondazione Vattelapesca mi contatta perché vuole pubblicare un interessante studio sui sassi lisci nel greto del fiume Fuffa. Invece di rispondere che una simile pazzia non troverebbe mai spazio in nessuna collana, mi offro di pubblicarlo in cambio di 6-7000 euro. Sapete, per coprire le spese&#8230; Dal momento che di solito questi enti hanno meno problemi di soldi degli esordienti, mi pagano senza battere ciglio. E via, si stampano 300 copie: quelle che non marciranno in magazzino, marciranno sulla scrivania di qualche assessore. Il tipico regalo di Natale indesiderato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>7.</strong><br />
Bandisco un<strong> concorso di scrittura</strong>. I partecipanti, dietro corrispettivo di una modica (modica?) cifra potranno inviare la loro opera nascosta nel cassetto ed essere valutati da una giuria selezionatissima. Premio: la pubblicazione dell&#8217;opera. Magari pubblicizzo il tutto con qualche slogan come: Esci dall&#8217;anonimato! Alla fine scelgo a casaccio il vincitore, tra le opere meno orrende, e lo pubblico davvero: con tutti i soldi che ho intascato di iscrizione, stampare una tiratura ridicola destinata al macero non mi costa nulla.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>8.</strong><br />
Variante che combina i punti 4 e 7: bandisco un concorso di scrittura, ma senza tassa di iscrizione. Il concorso però è dedicato ai racconti inediti, che verranno inseriti in una antologia. Per il resto si segue il percorso del punto 4.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>9.</strong><br />
Parallelamente all&#8217;attività della casa editrice, organizzo un <strong>Master per Redattori Editoriali</strong>. Preparo del materiale pubblicitario in cui faccio credere che: * questa è la professione del futuro; * nel settore ci sono enormi possibilità di trovare un lavoro; * lavorare nell&#8217;editoria è facile, bastano una scuola media fatta bene e il mio master. Il corso costa in media 10 euro l&#8217;ora, quindi si può chiedere dalle 700 alle 2000 euro, a seconda della durata. In alcune varianti, infatti, si ritiene sufficiente anche una sola settimana – però è full immersion. Pensateci bene: posso intascare in un colpo fino a 60.000 euro, solo per tenere occupate una trentina di persone parlando loro vagamente di quanto sia in crisi il mercato editoriale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>10.</strong><br />
Variante della 9: alla fine del master è previsto come premio il periodo di stage. Si può scegliere di accogliere tutti i partecipanti al corso – il che attira più iscritti – o solo i migliori, scelti con un esame burla. I prescelti passeranno 3 mesi in redazione a svolgere la manovalanza più bassa, il tutto senza ricevere una lira. Però, se ci pensate bene, a suo tempo hanno pagato il corso: quindi, tirando le somme, c&#8217;è gente che ha pagato per avere il privilegio di lavorare gratis. Se questo non è genio, non so proprio cosa possa esserlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non dimenticate però un dettaglio importante. Ogni volta che inviate una lettera a un aspirante autore, a un aspirante studente, stagista o chi so io, ricordate di concluderla sempre con la seguente formula: <em>Aiutaci anche tu a portare avanti il nostro piccolo sogno</em>.</p>
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		<title>Piccolo vademecum di marketing editoriale</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 07:29:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Donativi</dc:creator>
				<category><![CDATA[divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[finale]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[quarta di copertina]]></category>
		<category><![CDATA[ritmo]]></category>
		<category><![CDATA[trama]]></category>

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		<description><![CDATA[Com'è La trama?... Avvincente. L'esordio?... Sorprendente. Il Maestro?... Indiscusso. Il finale?... Inatteso. Il ritmo?...Incesessante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Com&#8217;è La trama?&#8230; <strong>Avvincente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esordio?&#8230; <strong>Sorprendente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Maestro?&#8230; <strong>Indiscusso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il finale?&#8230; <strong>Inatteso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ritmo?&#8230; <strong>Incessante</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia d&#8217;amore?&#8230; <strong>Travolgente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La critica?&#8230; <strong>Serrata</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ironia?&#8230; <strong>Pungente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il classico?&#8230; <strong>Grande</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sguardo?&#8230; <strong>Dissacrante</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E adesso siete in grado anche voi di scrivere una quarta di copertina. Buon lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em>chi di voi indovina la mezza citazione contenuta in questo articolo vince la nostra stima incondizionata</em>)</p>
<p><!-- WSA: context 'ref-secondo' not found --></p>
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		<title>Ellin Selae</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 11:07:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Donativi</dc:creator>
				<category><![CDATA[divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[il mestiere del libro]]></category>
		<category><![CDATA[casa editrice]]></category>
		<category><![CDATA[franco del moro]]></category>
		<category><![CDATA[pier vittorio tondelli]]></category>
		<category><![CDATA[rivista letteraria]]></category>

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		<description><![CDATA[Era il 1991 quando Franco Del Moro lesse l'enigmatico aforisma e pensò di chiamare così la rivista letteraria a cui andava pensando. Da allora molti anni sono passati, e oggi Ellin Selae è non solo una rivista, ma anche un'associazione culturale e una casa editrice.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin: 6px 13px 0 0"><img class="alignnone" title="Ellin Selae" src="http://i521.photobucket.com/albums/w335/edizionitrabant/th_image003.jpg" alt="Logo Ellin Selae" width="133" height="129" /></div>
<p><span style="text-align: justify;"><span id="big">U</span>na formula magica? Un&#8217;espressione aramaica? Lettere messe a caso? Niente di tutto questo: <strong>ellin selae</strong> è l&#8217;acronimo di: “<strong>esiste la luce in noi, siamo esseri legati all&#8217;eterno</strong>”.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Una scritta graffita sul muro della caserma dei granatieri di Orvieto, secondo una voce mai confermata a opera di <strong>Pier Vittorio Tondelli</strong> durante il servizio militare.</p>
<p style="text-align: justify;">Era il 1991 quando <strong>Franco Del Moro</strong> lesse l&#8217;enigmatico aforisma e pensò di chiamare così la rivista letteraria a cui andava pensando.</p>
<p style="text-align: justify;">Da allora molti anni sono passati, e oggi <strong>Ellin Selae</strong> è non solo una rivista, ma anche un&#8217;associazione culturale e una casa editrice.</p>
<p style="text-align: justify;">Parliamo della <strong>rivista</strong>, a cadenza bimestrale. Si presenta sotto forma di piccolo libricino in brossura di 80 pagine circa. È a tutti gli effetti un libro, non soltanto per il formato, ma soprattutto per la mole di informazioni e le ore (piacevoli, diciamolo subito) di lettura che offre.</p>
<p style="text-align: justify;">Si parla di <strong>arte</strong>, <strong>scienza</strong>, <strong>filosofia </strong>e quant&#8217;altro, ma soprattutto di <strong>letteratura</strong>. O meglio: secondo la definizione ufficiale, lo scopo è promuovere <em>la lettura consapevole e intelligente</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno degli aspetti che trovo più interessanti è <strong>il grande spazio che viene concesso ai racconti inviati dai lettori</strong>. Giovani o meno giovani aspiranti scrittori propongono i loro testi e ricevono non soltanto la possibilità di arrivare sulla carta stampata, ma anche una vera e propria scheda di lettura.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella seconda parte della rivista, infatti, un&#8217;apposita <strong>rubrica accoglie un breve commento sui racconti inviati</strong>, spiegando le ragioni per cui sono stati – a seconda dei casi – accolti o scartati. E si tratta di <strong>valutazioni molto oneste</strong>, spesso al limite della brutalità: i membri del comitato di lettura &#8211; tutti volontari &#8211; cercano di porsi dal punto di vista del lettore comune (niente sofismi da critico, insomma) e non si fanno scrupolo di bollare con sarcasmo un racconto insoddisfacente. Ne consegue che un autore deve essere consapevole di ciò a cui va incontro: il responso sarà severo, e inappellabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non si pensi a un giudizio gratuito: come dicevamo, <strong>siamo lontani dal terreno della critica letteraria </strong>(lo dico come un complimento) e le valutazioni trasudano tanto ma tanto buon senso; è difficile non trovarsi d&#8217;accordo.</p>
<p style="text-align: justify;">Su <strong>Ellin Selae</strong> troviamo inoltre <strong>recensioni di libri</strong>, <strong>interviste </strong>e diversi <strong>articoli sul mondo dell&#8217;editoria</strong> a firma dello stesso Del Moro. Il quale, ricordiamolo, è autore di alcuni fra i più caustici libri sull&#8217;argomento: cito su tutti “<strong>Il libro è nudo</strong>” (<a title="Stampa Alternativa" href="http://www.stampalternativa.it/" target="_blank">Stampa Alternativa</a>), <strong>un ritratto impietoso del mondo editoriale </strong>e di quello che nasconde dietro gli altari. Lo consiglio vivamente a chi volesse sverginarsi da una visione idealistica del settore; magari ne parleremo un giorno in questa rubrica.</p>
<p style="text-align: justify;">La casa editrice si dedica in maggior parte ad argomenti come le <strong>filosofie orientali</strong>, l&#8217;<strong>ambientalismo </strong>e in misura minore la <strong>narrativa</strong>. Anche se tra i titoli pubblicati trovano spazio alcuni autori interessanti e – purtroppo – poco conosciuti come <strong>Maria Castronovo</strong>. Altro argomento su cui torneremo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Ellin Selae" href="http://www.ellinselae.org/" target="_blank">Questo</a> è il sito internet ufficiale, dove poter trovare informazioni su come abbonarsi alla rivista o ordinare i libri. Per chi si trova a Roma, il prossimo dicembre si terrà la <a title="Fiera della piccola e media editoria" href="http://www.piulibripiuliberi.it/" target="_blank">Fiera della Piccola e Media Editoria</a> ed Ellin Selae – credo, spero – parteciperà anche quest&#8217;anno. Potrebbe essere una buona occasione per abbonarsi direttamente al loro stand.</p>
<p><!-- WSA: context 'ref-secondo' not found --></p>
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