Cinque cose che mi piacciono della Mondadori
di Marcello Donativi | 8 settembre 2008 | Archiviato in: divagazioni

Cinque cose che mi piacciono della Mondadori
- il primo rigo del primo paragrafo non ha mai il rientro
- il progetto grafico dei tascabili di storia (quelli neri, per intenderci)
- il progetto grafico dei classici latini e greci (quelli blu, per intenderci)
- la collana Le Scie
- la figlia più giovane dell’azionista di maggioranza (Barbara Berlusconi, per intenderci)
Cinque cose che non mi piacciono della Mondadori
- la versione illustrata della sceneggiatura tratta dal Codice Da Vinci: non glielo perdonerò mai
- tutti quei gialli: Patricia Cornwell e compagnia bella
- le marchette politiche, come il Libro Nero del Comunismo con il sottotitolo “crimini – terrore – repressione” ristampato a un mese dalle elezioni
- ora che non è più attuale, non ristampano più tante opere di Solzenicyn pubblicate negli anni ’70 (“La quercia e il vitello”, “Il primo cerchio”, “Agosto 1914”)
- i rompipalle che ti offrono la tessera-sconto davanti ai punti vendita


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