Cinque cose che mi piacciono della Mondadori

di Marcello Donativi | 8 settembre 2008 | Archiviato in: divagazioni 

Cinque cose che mi piacciono della Mondadori

  1. il primo rigo del primo paragrafo non ha mai il rientro
  2. il progetto grafico dei tascabili di storia (quelli neri, per intenderci)
  3. il progetto grafico dei classici latini e greci (quelli blu, per intenderci)
  4. la collana Le Scie
  5. la figlia più giovane dell’azionista di maggioranza (Barbara Berlusconi, per intenderci)

Cinque cose che non mi piacciono della Mondadori

  1. la versione illustrata della sceneggiatura tratta dal Codice Da Vinci: non glielo perdonerò mai
  2. tutti quei gialli: Patricia Cornwell e compagnia bella
  3. le marchette politiche, come il Libro Nero del Comunismo con il sottotitolo “crimini – terrore – repressione” ristampato a un mese dalle elezioni
  4. ora che non è più attuale, non ristampano più tante opere di Solzenicyn pubblicate negli anni ’70 (“La quercia e il vitello”, “Il primo cerchio”, “Agosto 1914”)
  5. i rompipalle che ti offrono la tessera-sconto davanti ai punti vendita



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