Disagi
Ma perché passeggiare nelle librerie mi provoca sofferenze così grandi?
Ci sono cascato ancora: entro in uno di quei luna park pieni di libri (pochi) e scatole di puzzle (molte). Capisco di aver fatto un errore già quando mi vedo accolto da un cartone pubblicitario della Castelvecchi. Al centro la copertina di un libro con in primo piano un culo femminile inguainato nei jeans sul quale una mano maschile, con la consueta mossa, posa le dita fingendo di entrare nella tasca. Il titolo dell’opera è difficile da trascrivere: “il mio” (disegno di un cuore) “x te”. Suppongo significhi “il mio amore per te”. Fascetta pubblicitaria: “il nuovo romanzo dell’autrice di T.V.T.T.B.”.
Vi prego, ditemi che è una parodia.
Avanzo fra gli scaffali e una volta tanto cerco di capire quali sono le ultime novità. I titoli sono tutti cose del tipo “scopami”, “w la gnocca”, “come non farsi le seghe mentali” e simili. Sarà stata un’allucinazione, ma giuro di aver visto un Einaudi intitolato “Stupida puttana”. In quel momento capisco perché Pavese si è suicidato: si trattava di preveggenza.
Viene infine la legione dei gialli. Ora, io chiederei all’Onu una moratoria ai gialli. Non se ne può più, davvero. Ma ogni volta mi stupisco delle nuove trovate. Avevo appena fatto in tempo ad abituarmi all’idea che avessero creato un investigatore della Roma antica. A stento avevo digerito l’idea di quel disgraziato (perché andrebbe incriminato) che si è inventato Dante detective.
Ma oggi scopro una serie di quattro-cinque Sellerio con un nome ricorrente nel titolo: quello di Aristotele. Una paura sottile mi assale. Apro. Leggo la bandella: “la nuova avventura di Aristotele detective, alle prese con il segreto dei Misteri Eleusini”.
Quoque tu, donna Sellerio.
Quoque tu.










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