Ellin Selae

di Marcello Donativi | 5 novembre 2009 | Archiviato in: divagazioni, il mestiere del libro 
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Una formula magica? Un’espressione aramaica? Lettere messe a caso? Niente di tutto questo: ellin selae è l’acronimo di: “esiste la luce in noi, siamo esseri legati all’eterno”.

Una scritta graffita sul muro della caserma dei granatieri di Orvieto, secondo una voce mai confermata a opera di Pier Vittorio Tondelli durante il servizio militare.

Era il 1991 quando Franco Del Moro lesse l’enigmatico aforisma e pensò di chiamare così la rivista letteraria a cui andava pensando.

Da allora molti anni sono passati, e oggi Ellin Selae è non solo una rivista, ma anche un’associazione culturale e una casa editrice.

Parliamo della rivista, a cadenza bimestrale. Si presenta sotto forma di piccolo libricino in brossura di 80 pagine circa. È a tutti gli effetti un libro, non soltanto per il formato, ma soprattutto per la mole di informazioni e le ore (piacevoli, diciamolo subito) di lettura che offre.

Si parla di arte, scienza, filosofia e quant’altro, ma soprattutto di letteratura. O meglio: secondo la definizione ufficiale, lo scopo è promuovere la lettura consapevole e intelligente.

Uno degli aspetti che trovo più interessanti è il grande spazio che viene concesso ai racconti inviati dai lettori. Giovani o meno giovani aspiranti scrittori propongono i loro testi e ricevono non soltanto la possibilità di arrivare sulla carta stampata, ma anche una vera e propria scheda di lettura.

Nella seconda parte della rivista, infatti, un’apposita rubrica accoglie un breve commento sui racconti inviati, spiegando le ragioni per cui sono stati – a seconda dei casi – accolti o scartati. E si tratta di valutazioni molto oneste, spesso al limite della brutalità: i membri del comitato di lettura – tutti volontari – cercano di porsi dal punto di vista del lettore comune (niente sofismi da critico, insomma) e non si fanno scrupolo di bollare con sarcasmo un racconto insoddisfacente. Ne consegue che un autore deve essere consapevole di ciò a cui va incontro: il responso sarà severo, e inappellabile.

Ma non si pensi a un giudizio gratuito: come dicevamo, siamo lontani dal terreno della critica letteraria (lo dico come un complimento) e le valutazioni trasudano tanto ma tanto buon senso; è difficile non trovarsi d’accordo.

Su Ellin Selae troviamo inoltre recensioni di libri, interviste e diversi articoli sul mondo dell’editoria a firma dello stesso Del Moro. Il quale, ricordiamolo, è autore di alcuni fra i più caustici libri sull’argomento: cito su tutti “Il libro è nudo” (Stampa Alternativa), un ritratto impietoso del mondo editoriale e di quello che nasconde dietro gli altari. Lo consiglio vivamente a chi volesse sverginarsi da una visione idealistica del settore; magari ne parleremo un giorno in questa rubrica.

La casa editrice si dedica in maggior parte ad argomenti come le filosofie orientali, l’ambientalismo e in misura minore la narrativa. Anche se tra i titoli pubblicati trovano spazio alcuni autori interessanti e – purtroppo – poco conosciuti come Maria Castronovo. Altro argomento su cui torneremo.

Questo è il sito internet ufficiale, dove poter trovare informazioni su come abbonarsi alla rivista o ordinare i libri. Per chi si trova a Roma, il prossimo dicembre si terrà la Fiera della Piccola e Media Editoria ed Ellin Selae – credo, spero – parteciperà anche quest’anno. Potrebbe essere una buona occasione per abbonarsi direttamente al loro stand.



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