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Il Governo abolisce le tariffe agevolate per la spedizione di libri

di Marcello Donativi | 7 aprile 2010 | Archiviato in: il mestiere del libro 

Complimenti per il pesce d’Aprile. Con decreto interministeriale dalla immediata entrata in vigore (che potete leggere qui) i ministri Tremonti e Scajola lo scorso 30 marzo hanno sospeso le tariffe postali agevolate per l’editoria.

Spieghiamo la faccenda in due parole. In Italia le Poste forniscono tariffe agevolate per la spedizione di prodotti editoriali. E’ il cosiddetto piego di libri, una modalità di cui possono usufruire tutti i cittadini. Le aziende editoriali, in più, beneficiano di un ulteriore sconto.

E’ una misura vitale per il mondo dell’editoria, che vive di spedizioni. Gli editori ne compiono quotidianamente: spediscono a distributori, librerie, edicole, acquirenti. Spediscono per di più un prodotto che ha un peso considerevole, soprattutto se paragonato al guadagno che frutta. Detto in modi più spicci, se una copia di un libro frutta solo pochi euro a tutti gli attori della catena distributiva (editore, distributore, venditore al dettaglio), nessuno di questi può permettersi di accollarsi un costo di spedizione dell’ordine di alcuni euro. E questo vale soprattutto per quelle piccole aziende abituate a vivere di piccole spedizioni di poche copie per volta.

Bene. Con decorrenza dallo scorso 31 marzo (ma la notizia è stata resa nota solo il 1° aprile) queste agevolazioni per l’editoria sono state soppresse, lasciando in vigore soltanto il normale piego di libri. Il che significa che le aziende che trattano prodotti stampati (libri, quotidiani, periodici) pagheranno come minimo il doppio di spese di spedizione rispetto al recente passato.

Il motivo? E’ spiegato nel testo stesso del decreto: mancano i fondi. Le tariffe agevolate erano sostenute grazie al contributo di denaro pubblico alle Poste. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stimato di avere a disposizione per l’anno 2010 soltanto 50 milioni di euro da destinare a questi rimborsi, ma le Poste Italiane Spa (società ormai privatizzata) ha fatto sapere che tale somma non è sufficiente a coprire le spese previste.

Detto, fatto. Un blitz notturno e le tariffe agevolate sono state soppresse.

E già. In un’Italia che detiene il record di sperpero di denaro pubblico non si riescono a trovare dei fondi per sostenere le iniziative culturali. Un sistema politico che ha incentivato con contributi alle famiglie l’acquisto di decoder televisivi, adotta adesso un provvedimento la cui più facile conseguenza sarà l’aumento del prezzo di copertina dei libri.

In pratica il segnale che questa classe politica lancia al Paese è: “guardate la tv, non leggete libri”.

Complimenti vivissimi per la bella figura, l’ennesima.

Per chi fosse interessato qui si può firmare una petizione per il ripristino delle tariffe agevolate.

   
Contatta l'autore: Marcello Donativi



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