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Ipse Scripsit: Modesta proposta per prevenire

di Marcello Donativi | 7 luglio 2010 | Archiviato in: Ipse Scripsit 

Ipse Scripsit

Nel secolo scorso, quando uno sparuto gruppo di borghesi italiani s’era messo in testa di fare del ‘bel paese dove il sì suona’ uno stato nazionale unitario, vi fu chi osò affermare che l’Italia era ‘un’espressione geografica’, con questo significando che, secondo lui, la penisola poteva anche avere dei bei confini naturali cantati da Dante, ma, quanto al resto, c’era ben poco da poter mettere ragionevolmente insieme: neppure il suonante sì, poiché la realtà linguistica italiana era, ed è ancor oggi, in piena epoca di mass media e di pressioni radiotelevisive, una realtà dialettale. Ad ogni modo, pur tra contrasti e contrattempi, l’Italia fu fatta, e da espressione geografica si trasformò in espressione retorica. Per stare alla bell’e meglio in piedi, cioè, il nostro paese ebbe subito bisogno di appoggiarsi all’esteriorità, alle finzioni, alle commozioni, e questo s’ottenne usando, soprattutto, le iniziali maiuscole: Patria, Famiglia, Stato, Popolo, Nazione, Religione, Risorgimento, Fascismo, Resistenza, Scuola, Casa e via dicendo. Quando ci accorgiamo che qualcosa difetta di sostanza, noi la scriviamo con l’iniziale maiuscola, in questo modo conferendole una specie di garanzia immunitaria, che la mette al riparo dal buonsenso e dalla critica. Bisogna proprio dire ch’è mirabolante questa perdita di contatto con la realtà in un paese ch’ebbe alle sue origini uomini come Dante, Machiavelli, Guicciardini. Conviene ammettere che l’ha avuta vinta, alla lunga, il Petrarca: la vuota e compiaciuta celebrazione del nulla o del poco è diventata la nostra costante nazionale, una qualità che dal risorgimento in poi una generazione passa in eredità all’altra, arricchendola di sempre maggiori perfezionamenti.

Giuseppe Berto, Modesta proposta per prevenire, Milano 1971

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