Ipse Scripsit: Morte a Credito

di Marcello Donativi | 5 dicembre 2009 

Ipse Scripsit

Ah, è terribile però.. hai voglia d’esser giovane quando t’accorgi la prima volta… come la gente la si perda per via… compagni che non rivedremo più… mai più… che son scomparsi come tanti sogni… che tutto è finito… svanito… che anche noi ci perderemo così… un giorno ancor molto lontano… ma ineluttabilmente… nello spietato torrente delle cose, delle persone… dei giorni… delle forme che passano… che non si fermano mai… Tutti i fregni, i poveracci, tutti i curiosi, tutta la lustra che va su e giù sotto i portici, con gli occhiali sul naso, gli ombrelloni e i cagnozzi a guinzaglio… Tutto questo non lo rivedremo più… Eccoli lì già che passano… Vivono come in un sogno insieme con gli altri… son tutti in comunella… s’avviano verso la fine… È proprio triste… È infame!… gl’innocenti che sfilano lungo le vetrine… Mi veniva una voglia selvaggia… un panico da farmi tremare… di saltargli finalmente addosso… di mettermi lì davanti a loro… perchè si fermassero di botto… D’agguantarli per il lembo della giacca… un’idea da bischero… perchè se ne stessero lì… non si muovessero più!… mettessero lì le radici… una buona volta per tutte!.. E non li vedessimo più andarsene via così.

da Morte a Credito, di Louis-Ferdinand Céline, traduzione italiana di Giorgio Caproni








LASCIA UN COMMENTO





Inserendo un commento confermi implicitamente di aver letto la Politica di gestione dei commenti