Newton Compton Editori: 40 anni, mille auguri

di Fabio Cavedagna | 23 gennaio 2009 | Archiviato in il mestiere del libro

La Newton Compton, la nota casa editrice della filosofia del libro a basso costo, compie 40 anni. Fondata nel 1969 da Vittorio Avanzini, la Newton Compton fu la prima a lanciare su larga scala i libri tascabili (i famosi paperback) negli anni ’70, ma deve la sua notorietà ai famosi libretti 100 pagine 1000 lire così diffusi negli anni ’90 (chi non ha in casa uno di quei piccoli libri?).

La Newton Compton è un esempio di longevità editoriale in un Paese come l’Italia dove, purtroppo, si legge poco (e si scrive fin troppo). Longevità dunque, ma anche e soprattuto sforzo e genialità nel trovare modi per diffondere su larga scala libri e sapere, come la collana Questa Italia, una serie di volumi sulle tradizioni e sul folkore delle regioni italiane.

Ecco la storia della casa editrice tratta dal sito ufficiale:

Fondata nel 1969 da Vittorio Avanzini, la Newton Compton festeggia oggi i suoi quarant’anni di editoria indipendente: una storia culturale avvincente come soltanto i grandi libri sanno essere ma, specialmente, una storia fatta di opere che avrebbero legato il marchio Newton a scelte in cui la qualità si accompagna allo sforzo di fare del sapere una materia accessibile a tutti. A testimoniare un simile impegno, la storica collana “Paperback”, nata nel 1969 insieme a L’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud ed evolutasi con il tempo fino ad arrivare a due collane che, ancora oggi, caratterizzano in maniera forte la Newton Compton, conferendole un’identità precisa nel variegato panorama editoriale: i “Grandi Tascabili Economici” e la “Biblioteca Economica Newton”; libri che hanno consentito a intere generazioni di studenti, studiosi e persone interessate a riscoprire il patrimonio della classicità di accedere ai capolavori di ogni tempo e di ogni paese, spesso presentati con il testo originale a fronte, grazie ai prezzi popolari e alla profondità degli apparati introduttivi.

Altrettanto importante, sulla scia di un’idea di editoria al servizio della storia, è la collana “Quest’Italia”: nata del 1976, sulla scia dell’introduzione dell’ordinamento regionale in Italia, rappresenta il fiore all’occhiello di una casa editrice sempre in grado di ascoltare il territorio e di riscoprirlo grazie agli innumerevoli volumi dedicati alle tradizioni, all’arte, al folklore e alla gastronomia delle regioni italiane.

Sempre attenta a unire il passato e il presente con scelte in grado di affrontare con solidità il futuro, oggi la Newton Compton manda in libreria duecento novità ogni anno, forte di un catalogo in cui, all’attenzione per la tradizione si unisce la capacità di cogliere le caratteristiche della modernità e di dare voce a ciò che si agita sotto la pelle del mondo in cui viviamo. Così, rinnovando una politica editoriale in cui la qualità dei contenuti non può mai essere separata da un prezzo di copertina accessibile a tutti, la Newton Compton, affidata oggi alla direzione generale del “figlio d’arte” Raffaello Avanzini, ha continuato a varare operazioni culturali di assoluto rilievo. Imperdibili, da questo punto di vista, volumi come Le commedie di Plauto, con la cura di Ettore Paratore e il testo latino a fronte, o Il libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa, che, nell’impeccabile traduzione dei lusitanisti Piero Ceccucci e Orietta Abbati, ha offerto ai lettori italiani frammenti inediti dell’opera più importante del grande poeta portoghese. Lo stesso discorso vale per il bellissimo Foglie d’erba di Walt Whitman, in grado, grazie alla cura dell’americanista Igina Tattoni, di recuperare passaggi espunti dalle precedenti edizioni di questo capolavoro della poesia contemporanea. Ancora, all’interno della ricca collana dei Grandi Tascabili Economici, le Poesie d’amore e della memoria di Kostantinos Kavafis, tradotte del greco dalla professoressa Paola Maria Minucci; Campo mentale (Mindfield) di Gregory Corso, pubblicato in un’edizione impreziosita dai disegni dello stesso Corso e dalla cura di Massimo Bacigalupo; e i due grandi capolavori di Raymond Queneau, Gli ultimi giorni e Troppa pioggia, Saint Glin Glin!, fino ad ora inediti in Italia.

A testimoniare il costante impegno della Newton nella ricerca cartotecnica oltre che editoriale, nella collana “Mammut”, volumi di grande formato impreziositi da pregevoli illustrazioni di copertina e rilegati “all’olandese”, troviamo libri come l’edizione integrale de Il Capitale di Karl Marx, curata da Eugenio Sbardella, ma anche una nuova traduzione del Don Chichotte di Miguel de Cervantes e una nuova edizione delle Commedie di Aristofane, riveduta e tradotta da Benedetto Marzullo, a cui si deve la cura filologica del testo a fronte e l’articolata appendice critico-testuale. All’interno della collana, inoltre, rigorosamente in edizione integrale, trova ospitalità l’opera completa di autori come Ludovico Ariosto, Marcel Proust, Edgard Allan Poe, Jane Austen e Sigmund Freud; per una biblioteca pensata per dare spazio ai capolavori che non tramonteranno mai!

Proprio a simili valori, d’altra parte, è ispirata un’iniziativa editoriale in grado di raccogliere enormi consensi di critica. Si tratta della collana “I libri che hanno cambiato il mondo” (le prime edizioni sono state pubblicate negli USA dall’Atlantic Press), capace di ospitare vere e proprie “biografie di capolavori” come Il capitale di Marx, Repubblica di Platone, L’origine delle specie di Darwin, I diritti dell’uomo di Paine, Il Corano, Iliade e Odissea di Omero, La Bibbia e Della Guerra di Carl von Clausewitz. Firmati da studiosi di fama internazionale, i volumi di questa collana analizzano l’impatto dei capolavori a cui sono dedicati sulla società, illustrando l’eredità che ciascun libro ha lasciato in dote alla contemporaneità.

E se la contemporaneità impone a chi l’affronta un approccio internazionale e grande ampiezza di vedute, ecco che la Newton Compton dei nostri giorni, dopo aver aperto uffici a Londra e a NewYork, ha promosso un fitto lavoro di scouting curato dai suoi tre giovani editor: Cristiano Armati, Chiara Ferrari e Giusy Sorvillo; una ricerca che, nel segno dell’innovazione, dà voce a tre importanti collane: “Nuova Narrativa”, prevalentemente dedicata alla letteratura di genere, dall’horror al romanzo storico; “Anagramma”, caratterizzata dalle grandi firme della letteratura femminile e contemporanea; e “Vertigo”, in cui si dà spazio alle tendenze più polemiche e innovatrici. Tra i volumi più significativi di quest’ultima collana, vale la pena citare Islampunk e Il diavolo dagli occhi blu di Michael Muhammad Knight: un ragazzo americano convertito all’Islam, autore già celebrato in Europa dal «The Guardian» e comunque in grado di mettere in discussione le tradizionali categorie di Oriente ed Occidente con la sua narrativa avvincente e irriverente. Non meno d’impatto, d’altro canto, è il romanzo A’Isha, l’amata di Maometto, della statunitense Sherry Jones: autrice di un libro ispirato alla vita della sposa prediletta del Profeta, la Jones è stata censurata negli Stati Uniti e in Inghilterra prima di essere pubblicata dalla Newton Compton, che ha incassato la solidarietà di Salman Rushdie dando all’opera una notorietà che consentirà a questo importante romanzo storico di essere pubblicato in ben quindici paesi. Tra gli autori italiani della collana “Vertigo”, spazio a Massimo Lugli, già noto al grande pubblico per i coraggiosi servizi firmati in qualità di inviato speciale de «la Repubblica», che, con La legge di Lupo solitario e L’istinto del Lupo, ha avuto il merito di rinnovare la narrativa noir gettando sul genere uno sguardo tagliente e poetico e regalando ai lettori il personaggio di Lupo, un protagonista impossibile da dimenticare.

Ma il catalogo della Newton Compton non finisce certo qui. Curiosando nella collana “Nuova Narrativa”, si scoprono capolavori come Che fine ha fatto Mr. Y e PopCo di Scarlett Thomas: autrice pubblicata in Inghilterra dalla Canongate e inserita nella prestigiosa lista dei venti migliori narratori britannici pubblicata dall’«Independent on Sunday». Nella stessa collana, d’altro canto, è possibile rintracciare anche le opere più importanti del premio nobel egiziano Nagib Mahfuz: una testimonianza di eccellenza letteraria che, nel corso del 2009, si arricchirà di due nuovi romanzi inediti; opere che verranno presentate in esclusiva nel corso del Salone del Libro di Torino, nell’ambito delle iniziative dedicate all’Egitto in quanto ospite d’onore della fiera.

Se la Newton Compton è sempre pronta a dare spazio all’impegno, è anche vero che, nei libri della casa editrice romana, non manca neppure la leggerezza. Nella collana “Anagramma”, per esempio, i riflettori sono puntati sui bestseller della scrittrice londinese Judith Summers: La mia vita con George e Chi prenderà Fluffy?, incentrati sulle avventure di due cuccioli teneri e terribili. Entrambi i romanzi sono stati a lungo ai vertici delle classifiche dei libri più venduti in Inghilterra, raccogliendo in Italia lo stesso successo riscontrato nella madrepatria. Un discorso analogo è quello che può essere fatto per un libro avventuroso e romantico come La moglie indiana di Anne Cherian: un successo mondiale tradotto in ben ventuno lingue che, anche in Italia, ha trovato un pubblico appassionato di fan.

Per tornare alla collana “Nuova Narrativa”, vale la pena sottolineare come, all’interno della Newton Compton, stia crescendo una nuova generazione di autori attenti nel coniugare la letteratura alla storia contemporanea. È il caso di Dario Morgante con La compagna P38 e L’ultima rivoluzione, di Danilo Pennone con Confessioni di una mente criminale (dedicato a un “bravo ragazzo” della malavita romana), di Yari Selvetella con Uccidere ancora (ispirato ai tragici fatti del Circeo) e di Simone Di Meo con L’Impero della camorra: romanzi che uniscono l’invenzione letteraria e il realismo sociologico con un ritmo narrativo incalzante, in grado di sviscerare aspetti del lato oscuro della criminalità italiana ma anche di ricondurre quelli che sembrano asettici episodi di illegalità in una dimensione umana.

Continuando a presentare gli autori italiani della Newton Compton, sono molti i nomi degli scrittori scoperti dalla casa editrice romana in grado di balzare agli onori delle cronache grazie alla capacità di interpretare la domanda di fantasia presente nell’immaginario collettivo dei lettori. È il caso, questo, della fiorentina Federica Bosco, salutata dalla stampa come «l’autrice italiana più amata dalle italiane», attualmente in libreria con L’amore mi perseguita ma forte delle oltre 250.000 copie vendute dai precedenti Mi piaci da morire, Cercasi amore disperatamente e L’amore non fa per me. Un’altra autrice da seguire con attenzione è la romana Giovanna Bandini che, con Il bacio della tarantola e, più recentemente, con Lezione d’amore, ha rivelato una straordinaria capacità di tratteggiare i turbamenti della generazione dei trentenni, sempre in bilico tra tentazioni romantiche e l’acquisizione di importanti responsabilità. Di grande impatto sia sul pubblico che sulla critica, poi, è stato L’amante proibita di Massimiliano Palmese: un romanzo in grado di affrontare con poesia e delicatezza un tema scabroso come quello dell’incesto e di creare una grande attenzione per il nuovo romanzo, Pop life (in uscita a febbraio 2009), di un autore già entrato nella cinquina del premio Strega edizione 2006.

Un’altra “scuola” alla quale la Newton Compton ha dato un’impronta particolare, poi, è quella del romanzo storico, sopratutto grazie alla pena del polemologo Andrea Frediani che, dopo numerose pubblicazioni dedicate alla storia militare, ha superato la soglia delle 50.000 copie vendute, sia con Trecento guerrieri, il suo esordio narrativo dedicato alla battaglia delle Termopili, sia con Jerusalem, un thriller teologico che prende le mosse dall’assedio crociato alla Città Santa.

Dalla fantasia alla realtà, una storia a tinte noir ed estremamente attenta al passato prossimo dell’Italia, è quella che va in scena nella saggistica targata Newton Compton. La collana “I Big”, in modo particolare, si è distinta per il successo di pubblico e di critica ottenuto da opere come Roma criminale (oltre 80.000 copie vendute) di Cristiano Armati e Yari Selvetella e Italia criminale di Cristiano Armati – opere per le quali è stata coniata la definizione di “docunoir”; senza considerare Il libro nero delle Brigate rosse di Pino Casamassima o Destra estrema e criminale e Neri di Mario Caprara e Gianluca Semprini: due volumi dedicati alla storia della destra radicale ed eversiva scritte attraverso le testimonianze dirette e inedite dei protagonisti di una stagione ambigua come quella degli “Anni di piombo”. Su questo argomento, affrontato da una prospettiva completamente diversa, si concentra anche l’ultimo libro di Cristiano Armati: Cuori rossi, la sanguinosa storia di chi ha pagato con la vita il prezzo delle proprie idee; una ricerca che, dal dopoguerra fino ai giorni nostri, affronta il tema scomodo della “terza guerra civile italiana”, indagando le ragioni che alimentano la conflittualità politica in un Paese tutt’altro che pacificato. Passando alla collana “Controcorrente” ma restando nel territorio della saggistica, interessantissimo è il volume Le sagrestie di Cosa nostra, con cui lo studioso Vincenzo Ceruso, ora in libreria con Uomini contro la mafia, indaga i rapporti tra Chiesa e criminalità. Un’indagine che arriva a conclusioni sconvolgenti come è nello stile della collana “Controcorrente”, già nota per titoli come La Cina alla conquista del mondo di Maria Weber; Il libro nero del petrolio di Thomas Seifert e Klaus Werner; o Il libro nero delle sette in Italia e Il libro nero dei bambini scomparsi della giovane giornalista cesenate Caterina Boschetti. Proprio all’interno di questa collana, in fondo, è maturato l’incredibile successo di un’opera coraggiosa come Il libro che la tua chiesa non ti farebbe mai leggere, curato dagli statunitensi Tim C. Leedom e Maria Murdy per fare il punto della situazione sul tema più controverso di tutti i tempi: la religione. Dopo aver venduto oltre un milione di copie negli USA, il libro di Leedom e Murdy ha superato la soglia delle 100.000 copie vendute in soli sei mesi di vita editoriale!

Sulla scia di una positiva dialettica tra mondo globale e realtà locali, la Newton Compton non si limita ad aprirsi alle realtà internazionali più interessanti ma continua con perseveranza ad esplorare le regioni italiane per raccontare ciò che, magari proprio per l’essere sotto gli occhi di tutti, rischia di non avere la giusta visibilità. Grazie a questa attitudine, all’interno della collana “Guide insolite”, è maturato uno dei più clamorosi successi editoriali degli ultimi anni: il vademecum enogastronomico Il gambero rozzo – ora, completamente aggiornato e rinnovato, in libreria con il nuovo titolo Il Mangiarozzo; una lista ragionata di trattorie tipiche dove, nel rispetto della cucina di territorio, è possibile gustare i piatti della tradizione a un prezzo contenuto. Una formula innovativa e fortunata che, continuando a selezionare le migliori fucine del sapore italiano, è stata estesa all’altrettanto fortunato Le ricette e i vini del Mangiarozzo: un libro definito «l’Artusi dei nostri giorni» per il fatto di essere stato scritto insieme ai più importanti osti italiani, ben contenti di mettere le ricette dei loro piatti più rappresentativi a disposizione di tutti.

Continuando ad esplorare i territori delle città italiane, una menzione assolutamente speciale è quella che spetta alla fortunatissima collana “101”. Il primo volume della serie è apparso in libreria nel dicembre 2007 con il titolo 101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita di Ilaria Beltramme; un’opera che, da allora, è restata ininterrottamente ai primi posti delle classifiche dei libri più venduti a Roma forte delle oltre 45.000 copie vendute. Un successo che l’autrice romana, per la quale si invoca a gran voce l’attribuzione del premio Campidoglio, ha bissato scrivendo 101 perché sulla storia di Roma che non puoi non sapere: in grado di vendere 12.000 copie nel primo mese di uscita. Anche i lettori del capoluogo lombardo, d’altro canto, hanno accolto con entusiasmo 101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita di Micol Arianna Beltramini: 30.000 copie vendute e ai primi posti delle classifiche dei titoli più venduti a Milano da oltre cinque mesi. Un successo che ora si sta ripetendo con 101 cose da fare a Napoli almeno una volta nella vita di Agnese Palumbo. Ma qual è il segreto del successo della collana?

La straordinaria cura grafica, affidata alle illustrazioni ad acquarello del talentuoso pittore romano Thomas Bires, e una formula assolutamente innovativa, in grado di superare lo schematismo delle guide tradizionali per esprimersi attraverso un stile narrativo in grado di offrire al lettore non una semplice lista di luoghi notevoli ma una vera e propria esperienza letteraria, insolita e sentimentale. Sono gli stessi ingredienti che, nei prossimi mesi, si ritroveranno negli altri bestseller annunciati della collana 101 grazie ai titoli che verranno dedicati agli aspetti meno noti ma più suggestivi delle città e delle regioni italiane.

In questo modo, la Newton Compton continua a guardare lontano. Non a caso è stata tra le prime case editrici a sperimentare con successo l’operazione degli allegati ai quotidiani: «Il Messaggero», «Il Giornale», «Il giornale di Sicilia», «La Gazzetta del Mezzogiorno», «Il Resto del carlino», «La Sicilia», «Il Secolo XIX», «Il Giorno», «Corriere Adriatico», «Il Gazzettino», «L’Arena», «Il Giornale di Vicenza» e «Brescia Oggi» sono le testate che hanno offerto ai lettori alcune prestigiose edizioni di opere regionali o recentissimi bestseller, con una veste grafica elegante e leggera. Sempre nel segno dei bestseller, d’altra parte, è partita proprio in questi mesi l’ultimissima collana della casa editrice: “Newton Poket”, con un prezzo di copertina di soli 4,90 euro, raccoglie in edizione tascabile il meglio della letteratura di genere.

Questo, oggi, è il mondo della Newton Compton: mentre i suoi editor, come veri e propri book hunter, lavorano sui libri scovando gli autori più promettenti, i grafici varano quotidianamente progetti innovativi e i redattori si impegnano per dare carta e inchiostro a idee sempre nuove. È un viaggio, quello intrapreso dalla Newton Compton nel 1969, che resta scritto nella storia dell’editoria indipendente grazie a successi come quello dei celeberrimi libri di 100 pagine a 1000 lire (oltre 50 milioni di copie vendute complessivamente!) e in virtù di un dialogo ininterrotto con i lettori che, sotto gli occhi di tutti, affollano gli stand della casa editrice romana in ogni occasione fieristica. Un viaggio dove l’amore per i libri, il desiderio di scoperta, la capacità di operare una sana critica culturale alimenta un catalogo di migliaia di titoli: ognuno rappresentativo di un desiderio di evasione e di conoscenza che, oggi come nel 1969, continua a solcare le pagine di tutti i libri affidati dalla Newton Compton.

   
   
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