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Orwell confezione famiglia

di Marcello Donativi | 8 settembre 2008 | Archiviato in: prova su strada 

George OrwellConfesso di non essere ancora riuscito a capire com’è possibile che da un giorno all’altro ci vendano i Meridiani Mondadori a 13 euro, mentre prima per averne uno dovevi accedere a un mutuo.
I casi sono due.
O ‘sti volumi all’editore non sono mai costati molto, e allora per anni ci hanno chiesto 50 euro per un prodotto che in fabbrica costava 2 centesimi.
Oppure quello che danno a 13 euro è uno pseudomeridiano, che di meridiano ha tutta l’apparenza, ma in realtà è fatto con materiale scadente. Magari è come la Panda: basta un soffio di vento e cade la portiera.
Vi giuro che ho provato anche a confrontare un Meridiano vero con uno Collezione, e sarà che non sono un esperto, ma non sono riuscito a riscontrare differenze. La carta sembra la stessa. La copertina anche. L’unica cosa è che il Meridiano tradizionale ha le pagine colorate di turchese in alto: che sia un procedimento costosissimo e basta togliere quello per far precipitare i costi? Non so. Dirò di più: il Meridiano Collezione ha due segnalibri, quello normale neanche uno.
In realtà ci sarebbe anche una terza possibilità: che alla Mondadori si siano messi a fare beneficenza. Ma non so perché, sono scettico.

Mah. Forse la fregatura è nel contenuto. Tu credi di stare comprando un’opera, e invece è tutt’altro. Ma ho controllato anche questo: La fattoria degli animali è davvero La fattoria degli animali, e non un libro per bambini sulle avventure di una capretta e il suo amico Pinky.
E qui veniamo al punto.

George Orwell, Romanzi e Saggi, Meridiani Collezione, euro 12,90. A questo modico prezzo vi portate a casa un volume robusto ed elegante contenente un fottiò di lettura, più apparati, prefazioni, note biografiche, note al testo etc. Un vero affare.
Nello specificio il piano dell’opera prevede:

- Senza un soldo a Parigi e a Londra
- Omaggio alla Catalogna
- Una boccata d’aria
- La fattoria degli animali
- 1984
- Racconti e saggi autobiografici
- Scritti e divagazioni su arte e società
- Interventi e testimonianze

e in più in appendice la traduzione degli appunti per il romanzo mai completato. Che volete di più? Anche una bicicletta e una pianola a 54 voci?

Va bene, sui romanzi più famosi non mi dilungherò. Magari un’altra volta. La fattoria e 1984 sono dei capisaldi, e se non li avete mai letti, tutti in ginocchio sui ceci a chiedere scusa all’Onnipotente. I più scafati conosceranno anche Omaggio alla Catalogna, che pure merita. Eccome se merita.
Ma io vorrei soffermarmi sui saggi e articoli di Orwell.

Questi sì che sono una scoperta piacevolissima. Leggendoli ho avuto la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, della genialità di questo autore.
I suoi scritti andrebbero additati come esempio di valore civile, un modello di equilibrio e imparzialità davvero unico, soprattutto considerati i tempi: in mezzo alla bufera ideologica del ‘900, Orwell era tra i pochi a tenere la testa sulle spalle, e giudicare l’attualità senza i fumi del fanatismo.
Socialista per vocazione, antifascista per militanza, e tuttavia antisovietico per onestà intellettuale; schierato a sinistra ma non al punto da non cogliere la natura truffaldina delle repubbliche socialiste; avversario del nazismo, ma non per questo paladino della superiorità morale dell’Occidente; sempre e comunque impegnato nel tema della libertà dell’individuo, intesa come libertà intellettuale prima ancora che politica, e per nulla disposto a barattarla in cambio di alcunché. Una perla rara, uno scrittore impegnato e privo di doppiopesismo.
E il tutto condito da un irresistibile humor britannico.

Si prenda ad esempio come, scrivendo nei primi anni ’40, ha la lucidità di comprendere come parte del successo di Hitler sia dovuto a un’intrinseca voglia di guerra serpeggiante nell’essere umano: “Al socialista che sorprende i propri figli mentre giocano coi soldatini di stagno capita di restare sconvolto, ma non sa come sostituire quei soldatini: certamente i pacifisti di stagno non sarebbero una buona alternativa. Hitler invece sa, poichè la sua mente priva di gioia percepisce il fatto con un’intensità formidabile, che gli esseri umani non desiderano solo la comodità, la sicurezza, la riduzione dell’orario di lavoro (…); vogliono anche, almeno di tanto in tanto, la lotta e l’abnegazione, per non parlare dei tamburi, delle bandiere e delle parate patriottiche. (…) Mentre il socialismo e, seppure a malincuore, il capitalismo hanno detto agli uomini: «Io vi offro la possibilità di stare bene», Hitler ha detto loro: «Io vi offro la lotta, il rischio e la morte», e un’intera nazione si è prostrata ai suoi piedi”.
O ancora, in un altro articolo, irride l’antifascismo di guerra dell’Inghilterra ricordando tutta la simpatia riscossa da Mussolini negli ambienti governativi britannici almeno fino al 1940. Ne conclude: “Se io mi schiero dalla parte della Gran Bretagna e della Francia, è perchè preferisco stare con i vecchi imperialismi – decadenti, come giustamente li definisce Hitler – piuttosto che con quelli nuovi, assolutamente sicuri di sé e quindi assolutamente spietati. Ma, per amor del Cielo, non raccontiamoci che stiamo entrando in questa guerra con le mani pulite. Solo ricordandoci in ogni momento che le nostre mani non sono pulite possiamo conservare il diritto di difenderci.”

Che dire, forse di questi tempi conviene riflettere attentamente su queste parole.

p.s. per la cronaca dopo tre giorni uno dei segnalibri ha iniziato a sfilacciarsi. Che sia un primo segnale?

   
Contatta l'autore: Marcello Donativi



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