Memorie di un editore – Gaspero Barbera

« Un editore su dieci intraprese ne sbaglia cinque, ne indovina discretamente tre, ne imbrocca di slancio due, che rimediano a tutto. »

Memorie di un editore, Gaspero Barbera

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Autore: Gaspero Barbera
Titolo: Memorie di un editore
Collana: Pillole per la memoria
Isbn: 978-88-96576-18-2
Pagine: 438
Copertina: morbida
Prezzo: 18,00
Isbn ebook: 978-88-96576-36-6
Prezzo ebook: 3,99

Prima metà dell’800. Un giovane piemontese di 19 anni acquista una volume con le più celebri poesie italiane e scopre, con stupore, che è stato stampato in Francia. Com’è possibile, si chiede, che in Italia non si pubblichino i nostri grandi classici? Da lì nasce il sogno di produrre libri, un’ambizione che porterà Gaspero Barbera a trasferirsi a Firenze e aprire una tipografia e casa editrice.

Le Memorie di un editore, composte negli ultimi anni di vita mentre l’imprenditore era costretto all’immobilità da un male incurabile, ci offrono un vivace spaccato della storia culturale italiana raccontando, dalla voce di uno dei protagonisti, l’epopea della fondazione dell’editoria moderna nel nostro paese.

Dalla prefazione:

Vi era infatti un tempo in cui confezionare un libro era un’operazione lunga e laboriosa, appartenente, più che all’industria, a un fine artigianato. Raccogliere il testo significava incaricare qualcuno, spesso un giovane studente di poche pretese, di ricopiarlo a penna dal manoscritto originale dell’autore, magari custodito gelosamente dagli eredi. Voleva dire farselo spedire per posta, con tutte le complicazioni del caso, non ultimi i pesanti balzelli esistenti tra i confini dei vari regni, ducati e granducati che componevano l’Italia e le lungaggini dei controlli doganali dovuti alla censura. La censura, già: essendo ogni staterello dotato di un suo più o meno vasto indice dei libri proibiti, non era detto che ciò che era consentito leggere a Milano lo fosse anche a Torino o a Firenze. Una volta arrivato il testo, ammesso e non concesso che fosse stato ricopiato in modo fedele, andava posto nelle mani del compositore, che non era, come al giorno d’oggi, soltanto chi scrive la musica. Si trattava al contrario di un operaio specializzato, con il compito di trascrivere il testo in caratteri di piombo, componendo — appunto — ogni riga all’incontrario, in negativo, tipo dopo tipo , e di riga in riga arrivare a una pagina, e di pagina in pagina a una forma di stampa composta di 4, 8 o 16 facciate a seconda delle dimensioni finali del volume.

LEGGI L’INTERA PREFAZIONE


Gaspero Barbera (1818-1880) torinese di nascita, fiorentino d’adozione, è stato uno dei principali editori italiani del XIX secolo. Dopo aver fatto da assistente a Felice Le Monnier, fondò a Firenze la Stamperia Barbera, occupandosi per anni della riedizione dei classici della letteratura italiana e di saggi d’attualità di notevole successo.


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