Il Misogallo – Vittorio Alfieri

Il tragediografo italiano per eccellenza e la più feroce invettiva mai scritta contro la Rivoluzione Francese

Il Misogallo

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Autore: Vittorio Alfieri
Titolo: Il Misogallo
Collana: Pillole per la memoria
Isbn: 978-88-96576-01-4
Pagine: 154
Copertina: morbida
Prezzo: 13,00
Isbn ebook: 978-88-96576-30-4
Prezzo ebook: 3,99

Vittorio Alfieri è conosciuto ai più come l’autore di tragedie vibranti di aneliti di libertà e spirito antitirannico. Ma pochi ricordano che la sua ultima opera fu una critica serrata e astiosa della Rivoluzione Francese, a cui il poeta astigiano aveva assistito da spettatore privilegiato.
Il Misogallo rimane tuttora una sorta di pietra dello scandalo, un libro proibito, eccessivo, “dionisiaco” nelle sue invettive. Un’opera che molti preferiscono ignorare, e che al contrario proprio per questo merita oggi di essere riletta.

Dalla prefazione:

Ecco dunque – se ci passate l’anacronismo – un Alfieri célinizzato, che butta via rigore e misura per sfogare un odio gigantesco, volutamente esagerato, da fare impallidire la più dionisiaca delle commedie antiche. Il problema che lo ha lacerato sarà stato probabilmente trovarsi faccia a faccia con la prospettiva di dover, proprio lui, parlare contro il Popolo, la Libertà e anzi riabilitare il Tiranno (tant’è vero che, a detta sua, una delle prime parti composte fu l’apologia di Luigi XVI, in barba alla tesi di fondo del Della Tirannide, secondo cui ogni Re è per definizione un Tiranno). Ma allora perché il governo rivoluzionario gli appare così odioso, addirittura opprimente, tanto da fargli rimpiangere la monarchia assoluta? La risposta che si dà è semplice: non si tratta di vera libertà, bensì di una truffa, l’assolutismo rimesso su sotto un altro nome e con più gravi conseguenze per l’incolumità dei cittadini e dei loro beni. […] Per quanto eccessivo, apparentemente inaccettabile, questo Misogallo non è il frutto di un anziano che si scopre d’improvviso reazionario, né il vaneggiamento di un folle. È lo sfogo livido di un idealista che ha tanto idealizzato da mettersi nella condizione di rifiutare qualunque concretizzazione dei suoi sogni, come inevitabilmente inferiore a quelli. Gli altisonanti appelli di Alfieri alla libertà si erano formati sulle pagine di Plutarco, e dovevano assomigliare nella sua testa a certi dipinti neoclassici, come quelli di David, il pittore ufficiale della Rivoluzione. Si aspettava un tempio greco, e si ritrovò in un mattatoio.

LEGGI L’INTERA PREFAZIONE


Vittorio Alfieri (1749-1803) è il più famoso e probabilmente l’unico tragediografo italiano degno di questo nome. Piemontese di Asti, visse viaggiando per tutta Europa, in preda a uno spirito irrequieto e ambizioso che lo portò, da autodidatta, a imporsi come uno dei più severi e appassionati poeti della nostra storia letteraria. Oltre ai drammi, restano tra i suoi capolavori Le Rime e i trattati, Della Tirannide e Del Principe e delle Lettere; nonché una famosa e celebrativa autobiografia.


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