Il brigante Crocco e la sua autobiografia – Basilide Del Zio

Una severa requisitoria contro il brigantaggio. La carriera criminale di Carmine Crocco ricostruita da un testimone oculare

Il brigante Crocco e la sua autobiografia

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Autore: Basilide Del Zio
Titolo: Il brigante Crocco e la sua
autobiografia
Collana: Pillole per la memoria
Isbn: 978-88-96576-16-8
Pagine: 144
Copertina: morbida
Prezzo: 9,50
Isbn ebook: 978-88-96576-25-0
Prezzo ebook: 3,99

«La cleptomania potrà essere morbosa, potrà avere delle attenuanti, ma non cessa, almeno nel codice, di essere delitto». È il presupposto da cui prende le mosse questa ricostruzione delle gesta di Carmine Crocco Donatelli, pubblicata nel 1903 da un suo conterraneo.

Concepito in aperta polemica verso la coeve memorie del capobanda, Il brigante Crocco e la sua autobiografia si pone l’obiettivo di mettere da parte tutte le eventuali motivazioni sociali e politiche del brigantaggio, per concentrarsi sull’asciutta cronaca dei crimini compiuti.

Ne scaturisce un racconto crudo di violenza e sangue, corredato da una ricca appendice di documenti tratti dalla stampa dell’epoca e dagli atti processuali. Un testo indispensabile per comprendere, al di là di ogni tentativo di idealizzazione, cos’è stato il brigantaggio meridionale.

Dalla prefazione:

Come ammette esplicitamente nelle prime pagine, la lettura dell’autobiografia di Crocco è stata per lui un’esperienza fonte di disturbo e indignazione. L’abbiamo detto, Del Zio si schiera a favore dell’autenticità del testo; ma è proprio questo uno degli elementi che lo riempie maggiormente di sdegno: dato per certo che l’autore è davvero Crocco, la sua autobiografia assume i contorni, per il melfitano, di un’opera di auto-assoluzione. Memore dei lutti e delle distruzioni causate dalle bande armate, Del Zio non può accettare che Crocco si presenti come un tenero bambino reso cattivo dalle prepotenze subite; né che passi sotto silenzio buona parte del sangue versato.
Assume, dunque, su di sé il compito di compilare una contro-biografia. Una narrazione, cioè, da cui traspaia, attraverso un racconto asciutto e numerosi riferimenti a fonti documentarie, la cruda realtà delle imprese criminose delle bande facenti capo a Crocco. Il capobrigante, nell’introdurre le sue memorie, aveva promesso al lettore fatti “di cui inorridire”; salvo, poi, in parte non mantenere la promessa, per reticenza o tendenza a prediligere aspetti più folcloristici della propria vita, specialmente se utili a procurargli delle giustificazioni. Del Zio, al contrario, non si perde in fronzoli: non indugia sulla vita privata del suo personaggio, per elencare invece, come nella requisitoria di un pubblico ministero, le numerose efferatezze compiute: incendi, infanticidi, stupri, torture.

LEGGI L’INTERA PREFAZIONE


Basilide Del Zio (1839-1919) proveniente da una famiglia di Melfi di idee liberali, esercitò la professione medica coltivando, allo stesso tempo, l’attività di studioso di storia locale. Tra le sue opere: Melfi: le Agitazioni del Melfese, Il Brigantaggio (1905), Ricordi di storia patria (1915).

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