Memorie di un boia – Mastro Titta

Il romanzo criminale della Roma papalina: decenni di efferati delitti e punizioni esemplari nelle memorie del più celebre boia di casa nostra

Memorie di un boia

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Autore: Mastro Titta
Titolo: Memorie di un boia
Collana: Pillole per la memoria
Isbn: 978-88-96576-05-2
Pagine: 372
Copertina: morbida
Prezzo: 16,00
Isbn ebook: 978-88-96576-33-5
Prezzo ebook: 3,99

“Esordii nella mia carriera di giustiziere di Sua Santità, impiccando e squartando a Foligno Nicola Gentilucci, un giovinotto che, tratto dalla gelosia, aveva ucciso prima un prete e il suo cocchiere”.
Con questa asciutta frase prendono avvio le memorie romanzate di Mastro Titta, il celebre boia dello Stato Pontificio. Un best-seller di fine ottocento, abilmente creato a tavolino da uno scaltro editore e un anonimo scrittore. Granduignolesco romanzo d’appendice, le Memorie di un boia suonano stranamente attuali in questi anni così appassionati alla cronaca nera.

Dalla prefazione:

Quando le Memorie di un carnefice furono date alle stampe, Roma era ormai una città incamminata sul suo destino borghese: capitale del Regno, cantiere a cielo aperto che si espandeva ogni anno di più con nuovi quartieri, palazzi alla moda, vita mondana, teatri, gran caffè e sciantòse. Ma non era passato poi così tanto tempo da cancellare il ricordo della Roma che fu, sorta di paesello diroccato con le pecore a pascolare fra le rovine antiche e il Papa-Re a vegliare a che nessuno turbasse quella quiete da tempo congelato. Un delitto compiuto in quella città estinta aveva tutt’altro sapore; non foss’altro per la cruenta sorte che attendeva il colpevole.
Ecco dunque spiegata la ricetta del successo di quest’opera, che con la scusa di raccontare la carriera del boia riassume gli eventi capitali della cronaca nera romana tra la fine del ‘700 fino all’unità italiana. (…) una riuscita mistura di ingredienti appetibili non solo per il pubblico di allora, ma anche per l’odierno, così ghiotto di tinte oscure.

LEGGI L’INTERA PREFAZIONE


Mastro Titta (1779 – 1869) al secolo Giovan Battista Bugatti, esercitò per quasi settant’anni la professione di boia ufficiale dello Stato Pontificio, divenendo un personaggio proverbiale nella Roma dell’epoca. La sua figura è stata resa celebre ai giorni nostri dall’interpretazione teatrale di Aldo Fabrizi nel Rugantino di Garinei e Giovannini.


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